MotoGP, le pagelle di Phillip Island

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MARC MARQUEZ 10
Undici vittorie, le ultime cinque consecutive, sulle piste e nelle condizioni più disparate Non esiste situazione o imprevisto che lo metta in difficoltà e che lui non riesca ad affrontare e sfruttare a proprio favore. Una macchina da guerra perfetta, un serial killer che non dà scampo tanto che ormai gli avversari sembrano vittime designate. Stavolta è toccato a Vinales, seguito, studiato, attaccato e fulminato senza pietà anche se appariva il netto favorito. Imbattibile, semplicemente.
MAVERICK VINALES 8
Velocissimo per tutto il fine settimana, capace di rimediare in fretta alla solita cilecca in partenza, conferma il grande feeling con questa pista dove la Yamaha esprime in pieno le sue qualità. A chi gli rimprovera la tattica di gara e la corsa di testa va obiettato che finchè Yamaha continuerà a patire del suo gap motoristico questa è la sola tattica possibile. Peccato per il secondo posto buttato, ma gli va riconosciuto di di averci voluto provare fino alla fine.
CAL CRUTCHLOW 8
Dopo la buona gara di Motegi ritrova la vena su una pista dove è sempre stato fortissimo. Phillip Island però lo scorso anno segnò anche l’inizio del suo calvario con il grave infortunio alla caviglia dunque una prestazione che vale doppio.
JACK MILLER 8
Un podio a Phillip Island è il sogno proibito di ogni pilota australiano, stavolta riesce ad essere anche in gara il primo pilota Ducati all’arrivo. Sta crescendo molto.
PECCO BAGNAIA 9
Grandissima gara, riesce finalmente ad esprimere il suo innegabile talento dopo una stagione sicuramente al di sotto delle aspettative. Il compagno di squadra gli soffia un podio che sarebbe stato clamoroso ma poco cambia, prestazione di grande spessore.
JOAN MIR 7
Ormai anche in gara si esprime a livello del celebrato compagno di squadra e comincia ad arrivargli anche davanti.
ANDREA IANNONE 9
‘The Maniac’ è tornato Una grande qualifica che però sembrava più che altro frutto dell’abilità dell’abruzzese nello sfruttare il ‘gancio’ di turno. Invece una conferma in gara entusiasmante su una pista dove si esalta e da sempre va fortissimo. Vedere un’Aprilia al comando di un gran premio della MotoGP è qualcosa che ha fatto sognare e regalato speranze nuove ai ragazzi di Noale. Bravo !
ANDREA DOVIZIOSO 5
Stavolta non è il primo ducatista al traguardo, e nemmeno il secondo, e già questa è una notizia. Non è un mistero che quella australiana non sia la pista preferita del forlivese, e un paio di posizioni sono sfumate proprio nelle battute finali ma ci si sarebbe aspettati molto di più. Un fine settimana difficile, con la consolazione del secondo posto in campionato ormai in cassaforte.
VALENTINO ROSSI 5
Il piazzamento non rappresenta certo un gran passo avanti, ma vedere il pesarese di nuovo al comando e per di più nel giorno del suo gran premio numero 400 è stato emozionante. In gara riesce a far fronte al primo calo della gomma posteriore, ma il secondo calo gli è fatale costringendolo a subire l’accelerazione di tutti i rivali. Un piccolo segnale ma ci vuole moto di più.
ALEX RINS 5
Dopo la grande vittoria di Silverstone pare essersi spenta la luce per il riccioluto spagnolo della Suzuki, che sembra sempre promettere in prova per poi puntualmente deludere in gara. Aveva detto di volere il secondo posto di Dovizioso ma ultimamente recita il ruolo della comparsa anche nei confronti del compagno di squadra.
ALEIX ESPARGARO 7
Per la prima volta perde il confronto col compagno di squadra ma per gran parte della gara regge il passo dei migliori, è ormai una sicurezza.
FRANCO MORBIDELLI 4
Oggi tocca a lui lo scomodo ruolo di ultima ruota del carro Yamaha. Un weekend iniziato male che non è riuscito a raddrizzare.
JOHANN ZARCO 7
Voto generoso che tiene nel giusto conto le condizioni che ha dovuto affrontare. Tre gare che rappresentano una sorta di ‘one shot’, un esame senza appello su una moto sconosciuta e per di più con l’incognita del meteo Se la cava meglio di quanto fosse lecito attendersi.
FABIO QUARTARARO E DANILO PETRUCCI N.G.
Impossibili da giudicare con una caduta dopo poche curve ma di certo un’occasione preziosa sprecata per entrambi. Il francese incappa nel primo infortunio proprio sulla pista che pare tagliata su misura per lui, il ternano aveva ben impressionato in prova e si diceva sicuro di una bella prestazione.
JORGE LORENZO 3
Sconcertante, inspiegabile a meno di non pensare alla paura di farsi male o, peggio, alla volontà di costringere Honda a lasciarlo libero. Vederlo arrivare ultimo ad oltre un minuto lascia attoniti, soprattutto pensando al suo smisurato orgoglio.
LORENZO DALLA PORTA 10 E LODE
Non corre in MotoGP ma oggi si merita la pagella dei grandi e pure la lode. Un titolo sempre sfuggito ai nostri colori, un numero infinito di talenti che si sono succeduti nella categoria senza mai concretizzare, e poi è arrivato lui. Maestoso nel gestire la pressione, sicuro dei propri mezzi tanto da voler vincere anche quando gli errori dell’avversario diretto avrebbero potuto indurlo ad accontentarsi. Campione del mondo !
Alfonso Paduano