WSBK, Rea chiude in testa le FP2 in Argentina

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Un circuito nuovissimo quello di San Juan El Villicum teatro del gran premio di Argentina. Una pista inserita in uno scenario naturale straordinario e che ha superato il primo esame. Tracciato inedito ma niente di nuovo sotto il sole, con Jonathan Rea che al termine della FP2 comanda la classifica dei tempi, confermandosi anche velocissimo a prendere le misure ad un impianto tutto da scoprire.
PISTA DA GOMMARE, TEMPI DESTINATI A SCENDERE
Già all’inizio della FP1, con l’asfalto da gommare , il neocampione del mondo aveva sbalordito scendendo subito a 1.49 e lasciando i rivali a qualcosa come cinque secondi. Poi i tempi sono andati migliorando ma Rea è rimasto in vetta sino a due minuti dalla fine, quando è stato superato da Alex Lowes che staccava il miglior crono con 1.44.096. Terzo tempo per il sorprendente Razgatioglu con la Kawaaki di Puccetti davanti a Melandri con la prima delle Ducati.
Il successivo turno delle SSP 600 portava la pista a gommarsi ulteriormente e questo unito alla temperatura più alta permetteva a tutti i piloti di migliorare i propri tempi. Il turno della FP2 si rivelava molto combattuto tanto che ben nove piloti si alternavano al comando della classifica. Alla fine era comunque Rea a staccare il miglior tempo con 1.41.794 davanti a Razgatioglu che si confermava velocissimo. Terzo crono per Alex Lowes che sembra gradire molto questo tracciato. Quarto tempo per Lorenzo Savadori con l’Aprilia davanti a Chaz Davies con la prima delle Ducati. Alle spalle del gallese la Honda di Gagne precede l’altra Ducati Aruba di Marco Melandri. Laverty, Fores e Mercado chiudono la top ten dalla quale al momento sono rimasti fuori Va Der Mark e Sykes-
NUOVO FORMAT NEL 2019
Nel pomeriggio di ieri con un annuncio abbastanza a sorpresa Daniel Carrera, direttore esecutivo del WSBK ha svelato quello che sarà il nuovo format di gara nel 2019. Le manches saranno tre, una il sabato alle 14 e due la domenica. Si è deciso di aggiungere una gara denominata ‘sprint’, da disputarsi la domenica mattina alle 11, con numero di giri dimezzato e che sarà seguita dalla consueta manche delle 14. Da tempo circolava l’ipotesi di tentare di aumentare lo spettacolo lavorando sulla durata della gara, si era parlato di un pit stop obbligatorio in una delle due manches, ma questa decisione appare azzardata se non addirittura bizzarra. Dopo aver tanto parlato di riduzione dei costi e di interventi radicali sulle moto, si obbligano i team a preparare le moto per una ulteriore gara con i rischi annessi, oltretutto con pochissimo tempo a disposizione per rimediare ad eventuali guasti o incidenti. Tutto questo per inserire una garetta della durata di un quarto d’ora per la quale si parla di assegnare punteggi dimezzati. Dopo il regolamento tecnico ‘a hadicap’ introdotto quest’anno, un’altra novità che difficilmente otterrà qualche risultato e rischia in compenso di essere un ulteriore ostacolo per i team privati, oltre a scoraggiare le poche squadre intenzionate a fare il salto dalla soppressa Superstock 1000.
Alfonso Paduano