Unione Europea, incidenti stradali: diminuisce ma non è in linea con le previsioni il tasso di mortalità (- 18,2% dal 2010 al 2014)

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BRUXELLES – Dimezzare la mortalità tra il 2001 e il 2010 è stato certamente difficile, ma l’impresa è alla fine riuscita; ripeterla, però sembra tutt’altra questione, se è vero – e le statistiche dell’UE sembrano confermarlo senza troppi equivoci, che nel 2014 il tasso di diminuzione della mortalità nei 28 Stati membri non è andato oltre l’1% (nel solo 2010 il decremento era stato dell’11%). Proprio così: nel 2014, secondo una proiezione diffusa nei giorni scorsi a Bruxelles, il numero delle vittime in incidenti stradali sarebbe stato di 25.700 (nel 2009 erano oltre 35mila), pari a circa 70 morti al giorno. Dal 2010 al 2014 la mortalità è dunque diminuita solo del 18,2% (5.700 vittime all’anno in meno) e sembra così sfumare la possibilità di bissare il successo del decennio scorso, così come stabilito nel Programma di Azione per la Sicurezza Stradale (clicca qui), e anche in chiave economica si tratterebbe di una debacle clamorosa, visto che secondo le stime, per ogni morto sulle strade ci sono 4 invalidi permanenti (con danni al cervello o al midollo spinale), 10 feriti gravi e 40 feriti lievi, con costi complessivi per la società che superano i 130 miliardi di euro all’anno. Tornando al 2014: il tasso medio di mortalità stradale nell’Unione è arrivato a 51 morti per milione di abitanti, ma le differenze tra uno stato all’altro sono davvero tante. Infatti, se Regno Unito e Svezia arrivano a contare un rapporto di 29 vittime per milione di abitanti, Bulgaria, Lituania, Romania e Lettonia fanno segnare dati da brivido, con 90, 90, 91 e 106 morti per milione di abitanti. Un’ecatombe. Segnaliamo Malta, per un giusto tributo da prima della classe, che nel 2014 è arrivata alla quota record di 26 morti per milione di abitanti, ma si tratta di un puro esercizio statistico, visto che nei 316 km quadrati che ne compongono il territorio, vivono poco più di 415mila persone. Ci fa anche molto piacere il fatto che l’Italia, in compagnia di Grecia e Portogallo, ma anche di Danimarca, Spagna, Croazia, Slovenia, Cipro, Repubblica Ceca e della stessa Malta, sia annoverata tra i paesi capaci di diminuire il tasso medio di mortalità nel periodo 2010/2014. Peccato che l’Italia i suoi dati ancora non li abbia e proprio in queste settimane sono in fase di elaborazione i dati provvisori che dovrebbero essere presentati a giugno. E ora cosa accadrà? Semplice: si dovranno fare degli sforzi supplementari per il prossimo lustro e già nei prossimi mesi la Commissione dovrebbe mettere a punto un nuovo piano, ma sembra davvero difficile che da qui al 2020 si possa ottenere un miglioramento del 31,8%.  (da asaps.it)