Superbike, Davies trionfa in Gara 1 all’EuroSpeedway Lausitz

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Il pilota gallese si dimostra ancora una volta autentico animale da gara e con una prestazione perfetta stronca la resistenza di Johnatan Rea, Sykes completa il podio e Melandri termina quarto ma staccatissimo. Una vittoria che appariva tutt’altro che probabile dopo le prove e che è maturata grazie al ritmo elevatissimo ma soprattutto costante che Davies è riuscito a mantenere dall’inizio alla fine.

Chaz Davies al termine di Gara 1:
Nel giro di allineamento è successo il pandemonio. Ho rischiato di fare un high-side all’ingresso dell’ultima curva perché abbiamo avuto un problema al freno posteriore. I minuti prima della partenza sono stati molto concitati, perché di norma non è possibile risolvere un problema del genere in un tempo così limitato. Fortunatamente ho dei bravi meccanici, che hanno riportato il freno quasi al 100% della funzionalità, abbastanza per consentirmi di guidare come volevo. La partenza è stata molto buona e mi sono trovato in una posizione ideale nei primi giri. Quando ho preso il comando, ho semplicemente provato ad imporre il mio passo senza preoccuparmi dei tempi sul giro, e siamo riusciti a vincere. Il ritmo era buono, ma possiamo ancora migliorare in vista di Gara 2. Partiremo dalla nona posizione, ma credo che su questa pista ci siano vari punti in cui sorpassare. Inoltre, abbiamo lavorato molto sulle partenze. Mi aspetto un’altra gara spettacolare”.

QUALIFICHE NEL SEGNO DI SYKES

Fin dai turni di libere del venerdì Tom Sykes sembrava il naturale favorito, con l’inglese che nelle qualifiche di stamattina si prendeva la pole con uno stratosferico 1.36.121. inferiore di oltre un secondo rispetto al suo riferimento di ieri. Alle sue spalle si piazzavano Johnatan Rea ed un sorprendente Lorenzo Savadori che portava l’Aprilia in prima fila. Le due Ducati Aruba erano relegate in seconda fila, con Melandri quarto che pagava più di mezzo secondo da Sykes e Davies sesto, preceduto da Torres con la Bmw.

DAVIES E LE KAWASAKI SUBITO IN FUGA

Gara 1 vedeva il forfait di Stefan Bradl, col tedesco della Honda che lamentava dolori al gomito dopo la rovinosa caduta di ieri. Inoltre la Ducati di Davies accusava un problema al freno posteriore, risolto dai suoi meccanici sullo schieramento. Un pò a sorpresa entrambe le Kawasaki ufficiali prendevano il via con la gomma posteriore morbida. Allo start era Sykes a scattare al comando, seguito da Davies autore di un ottimo spunto. Il gallese precedeva Rea e Melandri mentre Savadori stentava allo stacco e perdeva posizioni.. Il gruppo dei soliti quattro apriva subito un piccolo gap e già nel corso del secondo passaggio Davies si portava al comando e Rea lo seguiva superando a sua volta Sykes. Vista la scelta della morbida posteriore, probabilmente l’intenzione di Rea sarebbe stata quella di portarsi in testa e prendere vantaggio, ma Davies lo stoppava grazie ad una migliore accelerazione in uscita di curva. Rea si rifaceva sotto forzando le staccate, ma senza riuscire mai ad impensierire il rivale. Sykes alle loro spalle faticava a reggere il passo e lo stesso capitava a Melandri che a partire dl quinto giro perdeva di vista il terzetto di testa.

DIETRO A DUCATI E KAWASAKI IL VUOTO

Dietro intanto i distacchi crescevano, ed a guidare il gruppo degli ‘altri’ era Leon Camier, ancora una volta in perfetta sintonia con la sua MV e pressato per gran parte della gara da Alex Lowes con la prima delle Yamaha. All’ ottavo giro finiva la gara di Davide Giugliano, al rientro nel mondiale, per noie meccaniche alla sua Honda, L’ennesima debacle per la casa giapponese con questa nuova CBR che appare ancora molto lontana da un livello decente di competitività. La lotta per la vittoria rimaneva affare privato tra Davies e Rea col pilota della Ducati capace di martellare con costanza impressionante su ritmi elevatissimi ed il nordirlandese che cercava di non perdere contatto. A cinque giri dalla fine il gap tra i due iniziava ad aumentare e Rea, forse anche con un occhio alla classifica mondiale, firmava la resa. Davies andava a vincere davanti al duo della Kawasaki e quarto chiudeva Melandri al termine di una gara opaca che non lo ha mai visto in grado di inserirsi nella lotta per il podio. Quinto, a solo mezzo secondo dal ravennate chiudeva l’ottimo Camier davanti a Lowes, Savadori, Fores con la Ducati di Barni e Jordi Torres nono dopo una incredibile rimonta dalle ultime posizioni in cui era precipitato al via. Laverty, con la seconda Aprilia del team Milwakee chiudeva la top ten. Giornata incolore per gli altri italiani, con de Rosa ritirato a causa di una caduta mentre viaggiava in decima posizione, Badovini sedicesimo e fuori dalla zona punti e Rosso e Roccoli ritirati a loro volta.

Alfonso Paduano