Samantha Silvestri, contro gli stereotipi nella moda

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L'attrice Samantha Silvestri, Testimonial di Premio Città-Futuro

L’attrice Samantha Silvestri, Testimonial di Premio Città-Futuro

Si chiama Samantha Silvestri, vive a Roma e, come tutte coloro che ambiscono al grande schermo o al teatro, di strada ne ha fatta davvero tanta. Proviene dal Nord Italia, ma ha origini anche del Sud. Ha una personalità complessa, particolare, di giorno lavora in un ristorante, di pomeriggio studia recitazione o viceversa, qualche sera invece “calca la scena”.

Questi sono i tipici vissuti di coloro che vogliono emergere, dedicandosi alla formazione, giorno dopo giorno, sacrificio dopo sacrificio. Samantha non conosce limiti di tempo: quando studia, lo fa per ore.

Conosciuta per caso, durante un provino, le propongo di essere testimonial di Premio Città-Futuro, manifestazione legata ad un concorso per un modello di Smart City accessibile a coloro che hanno abilità diverse.

Samantha accetta di buon grado di firmare un regolare contratto, si impegna, testimonia con la vita tali valori. Non dimentica – però – che il cammino è tutto in salita.

Lo si nota dalla pagina Facebook a lei dedicata:

https://www.facebook.com/pages/Contro-i-falsi-stereotipi-nella-moda-Samantha-per-Premio-Citt%C3%A0-Futuro/229291450558486?sk=manager

“Stereotipi”. “Moda”. “Cinema”.
Quanto vanno d’accordo tali parole fra loro? La giovane attrice settentrionale coniuga vita professionale e ambizione tra un copione e l’altro.

Talvolta sembra lontana da quello che è il suo ruolo, ma in fondo far capire alle donne che la bellezza è nell’espressione di un viso, nella riga di un sorriso, nella memoria storica di un tempo che fu, non è difficile.

Di personaggi ne ha interpretati davvero tanti, dedicandosi a vari temi sociali. Sa ed è consapevole che dovranno passare ancora molti anni affinché qualcuno possa ricordarsi del suo operato, ma non molla mai.

La moda, in realtà, non dovrebbe essere altro che una rappresentazione di una meraviglia quale è la donna. Ci ritroviamo tutte fasciate in abiti stretti, con push up che comprimono, culotte che rialzano, calze che stringono, tacchi che sembrano farci sembrare giraffe e così via.

L’abbigliamento a cui invece una donna dovrebbe rifarsi è quello che risalta la propria bellezza senza “contenerla” o “limitarla”.

Allora basta con queste taglie 38 o 40, con i soliti luoghi comuni – nulla a che vedere con la Primavera di Botticelli – con gli accordi di cartello tra le case di moda e modelle anoressiche o tendenti a tale patologia.

Moda come vita, colore, spazio, pulsione dei sensi, magia. Moda, ancora, come voglia di scoprire, riscoprirsi, prima di denudare altro. Moda, infine, come stile.

Quello, si sa, o si ha o no. Non c’è stilista che possa insegnarlo. Si può essere eleganti, ma avere stile, e tutta un’altra cosa, come afferma quella famosa citazione.

Lidia Ianuario
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