Resti SpA, da 50 anni re degli allestimenti per autonegozi

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L’esperienza e l’abilità dell’artigiano, con le sue doti uniche, unite a una struttura di tipo industriale in grado di seguire il cliente in ogni step e di consegnargli un prodotto senza eguali. Sono queste, da sempre, le carte vincenti del Made in Italy e a giocarle con successo, da oltre cinquant’anni, è un’impresa del Valdarno che ha saputo prima guadagnarsi una posizione da leader nel nostro Paese e poi, negli ultimi anni, affacciarsi con successo sul mercato internazionale. Si tratta della Resti SpA, azienda a conduzione familiare di Terranuova Bracciolini (AR) che si è conquistata il 3935_bassa_Francorestiprimo posto in Italia fra gli allestitori di autonegozi.

«Allestiamo ogni anno una sessantina di mezzi, portando su quattro ruote negozi di alimentari, fast food, pescherie, rosticcerie, pasticcerie e gelaterie, senza contare la produzione di veicoli speciali: espositivi, catering, hospitality –spiega il presidente, Franco Resti –. Nel nostro percorso di innovazione abbiamo puntato sui progetti di alto livello e sull’estero, dove la qualità italiana è un valore riconosciuto. Negli ultimi tre anni siamo passati dall’avere una clientela solo italiana a una quota del 15% di clienti stranieri».

La Resti SpA è competitiva anche sul mercato internazionale perché può contare su una struttura che nessun altro player italiano può vantare: uno stabilimento su un’area di 50mila metri quadri nel Valdarno con una cinquantina di dipendenti, tutti altamente specializzati. «Basti pensare –spiega sempre Franco Restiche, dei quattro ingegneri che lavorano qui, uno si dedica interamente alla parte che riguarda certificazioni e omologazione dei mezzi, seguendo questioni normative che negli anni sono diventate sempre più complesse».

La storia della Resti, infatti, riflette in pieno le evoluzioni verificatesi nell’economia italiana negli ultimi decenni, evoluzioni con cui l’azienda di Terranuova Bracciolini è rimasta sempre al passo, senza mai perdere il legame con il territorio il “fattore umano”.

Ricorda sempre Franco Resti: «Quando mio padre Ivo fondò l’azienda, nel 1961, erano gli anni del boom economico e lui intravide una prima opportunità nella riparazione degli automezzi che allora stavano costruendo l’Autosole proprio in quest’area. Presto l’attività si incentrò sull’allestimento dei mezzi per il commercio ambulante e da qui la necessità di trasformare gli operai generici in specialisti per mezzo della formazione interna e anche con l’inserimento in azienda di artigiani di cui il Valdarno è storicamente ricco».

Agli inizi degli anni Novanta l’azienda è passata nelle mani dei figli di Ivo (Ivana, Franco e Cristina) e oggi vi lavora anche la terza generazione, rappresentata dalle loro figlie, Sara e Michela, che con diverse competenze seguono un’organizzazione sempre più complessa che oggi comprende anche l’export: «L’azienda è arrivata a contare cinquanta addetti –prosegue Franco Resti– con importanti risorse dedicate alla ricerca tecnologica e ingegneristica. Ma rimaniamo tutti una grande famiglia che si batte con passione per avere successo su un mercato sempre più competitivo».

Per avere un luogo di primo piano sul palcoscenico internazionale, infatti, bisogna poter contare su una struttura industriale solida. E saper cogliere le occasioni di visibilità e sviluppo offerte dagli ultimi trend: «Nel settore dello street food, che sta diventando importante anche in Italia, un’azienda come la Resti SpA ha molto da dire –commenta Franco Resti –. Uno dei progetti di cui andiamo più fieri è quello realizzato per il Gelato Festival che si è appena chiuso a Firenze, dopo essere stato in tour in tutta Italia, a Londra e ad Amsterdam. Per questo evento abbiamo realizzato un intero villaggio itinerante al cui interno opera il primo laboratorio mobile di gelateria “a vista”, dentro il quale si potevano ammirare i mastri gelatieri al lavoro».

L’eccellenza italiana della Resti SpA si è così messa al servizio di un’altra eccellenza italiana, il gelato artigianale, facendosi conoscere e ammirare da migliaia di persone di ogni nazionalità. Lo stesso è accaduto a Expo 2015, dove le due postazioni street food dedicate ai cibi senza glutine erano firmate Resti e hanno ristorato migliaia di visitatori, celiaci e non. (Comunicato Stampa)