Pirateria, secondo i dati ASAPS il fenomeno è in aumento: più di mille casi nel 2014

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Meno incidenti ma più pirati della strada. È un bilancio in chiaroscuro quello certificato stamane dall’Asaps, l’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale: se da un lato i sinistri sono infatti calati (volanti e gazzelle riferiscono una contrazione del 6% nel 2014), dall’altro la piaga delle omissioni di soccorso continua a destare forte preoccupazione. Soltanto l’anno scorso, in Italia, i casi gravi riguardanti questo odioso reato sono stati infatti 1.009, 36 in più rispetto al 2013.

Record in Lombardia I dati dell’Osservatorio il Centauro-Asaps sulle omissioni gravi descrivono un aumento di quasi il 4%: in crescita anche i morti (119) e i feriti (1.224), in particolare tra i pedoni (38,6% dei decessi e 33,8% dei ricoveri) e i ciclisti (20,2% e 11,8% rispettivamente). Terribile anche il dato relativo alle categorie deboli: nel 2014, i minori coinvolti in episodi di pirateria sono stati 132 (81 sotto i 14 anni, di cui 5 rimasti uccisi), mentre gli anziani sono stati 152. Le Regioni più colpite dalla pirateria sono la Lombardia (15,9% degli episodi), l’Emilia-Romagna (11%), il Veneto (9,3%) e il Lazio (9,1), seguiti da Campania, Toscana, Sicilia e Puglia. Fanalini di coda la Valle D’Aosta (due casi) e la Basilicata (uno), mentre difficile sembra anche la situazione di Roma, che con 39 eventi gravi rappresenta il 3,9% del totale nazionale.

Crescono le identificazioni Spesso, ma fortunatamente non sempre, i pirati della strada riescono a farla franca: nel 2014, riferisce l’Asaps, il 57,8% degli autori (583) è stato comunque smascherato, il 2% in più rispetto all’anno precedente. Ma se le identificazioni risultano in aumento, gli arresti sono in calo (il 20,8% del totale, contro il 26,9% del 2013): nella stragrande maggioranza dei casi (più del 79%), il risultato delle indagini porta infatti a una denuncia a piede libero. Sfuggente il dato su alcol e droga, con solo 13 episodi accertati di guida sotto l’effetto di stupefacenti: d’altronde, sottolinea l’Asaps, chi scappa viene spesso preso dopo giorni, quando non ha più senso ricorrere alle analisi mediche.

In fuga senza assicurazione Contrariamente al credo comune, la pirateria stradale è un fenomeno “diurno”: l’84,3% dei casi del 2014, infatti, si è verificato di giorno. Quanto ai pirati, l’identikit descrive giovani uomini tra i 18 e 45 anni (per i tre quarti di nazionalità italiana), mentre le donne sono soltanto il 10%. Tra le ragioni della fuga, oltre alla coscienza sporca dovuta ad alcol o droga, ci sono “il timore di perdere la patente” e la mancata copertura assicurativa: nel 9% delle omissioni gravi del 2014, è stata infatti accertata la presenza di tagliandi RC Auto scaduti o falsi, un dato che si deve presumere superiore.

“Pene inconsistenti” Per l’omissione di soccorso in presenza di feriti oggi è prevista la reclusione fino a tre anni. “Sono pene inconsistenti – rileva il presidente dell’Asaps Giordano Biserni – Solo in caso incidente mortale con fuga si rischia oggi di rimanere per un certo periodo in cella. La condanna media per chi ha ucciso e si è dato alla fuga è quella assurdamente irridente di 2 anni e 4 mesi:  questo reato, per l’impatto che ha sull’opinione pubblica, dovrebbe essere tra quelli previsti nella sfera dell’omicidio stradale”. Stando al governo, la riforma del Cds dovrebbe arrivare entro l’anno: “Ma il provvedimento – sospira Biserni – cammina lento, molto più lento della velocità dei pirati della strada”. D.C. (da www.asaps.it)