MotoGP, a Sepang Match Point per Marquez e Morbidelli

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Si chiude questo fine settimana il lungo trittico delle gare asiatiche, che spesso sono risultate decisive per l’assegnazione dei titoli mondiali. Così è stato per quello della Moto3, con il dominatore assoluto Mir, dieci vittorie per lui in stagione, che dopo lo svarione giapponese non ha fallito il secondo match point a Phillip Island. Ancora da assegnare invece i titoli di Moto2 e Motogp. In Moto2 il nostro Franco Morbidelli, grande protagonista della stagione, è riuscito nonostante un pò di comprensibile incertezza nelle ultime gare ad aumentare il vantaggio in classifica sul diretto rivale Luthi. Quest’ultimo , non al meglio fisicamente in Australia dopo una caduta in prova, insegue staccato di 29 lunghezze. A Morbidelli quindi è concesso di perdere non più di quattro punti dal rivale per laurearsi matematicamente campione già domenica. Morbidelli sarebbe il primo italiano campione del mondo della Moto2 ed anche il primo italiano a portare a casa un mondiale dopo Valentino Rossi. In Motogp Marquez dopo la vittoria di Phillip Island ha ormai il titolo in tasca, le 33 lunghezze di vantaggio su Dovizioso gli permetteranno di essere iridato con un secondo posto, anche in caso di vittoria del forlivese. Per il Marquez visto nella seconda parte di stagione, chiudere la partita qui è poco più di una formalità.
DUCATI E DOVIZIOSO, UNA GRANDE STAGIONE
In settimana sono fioccate considerazioni, recriminazioni ed anche critiche sulla Ducati e sullo stesso Dovizioso. Purtroppo soprattutto i media ed il pubblico nostrano sono altrettanto veloci nell’incensare e nel crocifiggere, perdendo a volte di vista la realtà oggettiva dei fatti. Che Phillip Island fosse storicamente una tappa difficile per Ducati si sapeva. Pista di percorrenza, con lunghi curvoni in appoggio e priva di quelle caratteristiche che permettono alla Ducati di sfruttare i propri punti di forza. Certo quest’anno altre pista sulla carta sfavorevoli sono state molto meno ostiche che in passato, a riprova di un effettivo progresso. In Australia non è stato così, ed il fatto che al termine delle prove libere la sola Ducati presente nella top ten fosse quella di Dovizioso la diceva lunga sulle difficoltà che si sarebbero incontrate. Certo Dovizioso senza il suo errore al secondo giro avrebbe raccolto qualche punticino in più, ma poco sarebbe cambiato. Le prestazioni di Lorenzo ma soprattutto quelle di Petrucci, giunto addirittura ventunesimo a quasi 50 secondi sono la cartina al tornasole di una vera disfatta, capitata proprio nel momento decisivo. In ogni caso, una grandissima stagione quella di Dovizioso cui nulla va rimproverato. E ribadiamo che quest’anno si è vissuta una stagione del tutto particolare, il grande equilibrio in gara ed anche certe stupefacenti prestazioni dei piloti debuttanti sono figli di un appiattimento verso il basso causato dalle gomme. Premiante dal punto di vista dello spettacolo ma penalizzante e fuorviante da quello del progresso tecnico.
SEPANG BUONA PER LA ROSSA. INCOGNITA YAMAHA
Il tracciato malese è certamente più favorevole per Ducati, che qui l’anno scorso con Dovizioso colse una bella vittoria sotto la pioggia. Le staccate feroci che mettono a dura prova gli impianti frenanti, i lunghi rettilinei e le numerose accelerazioni da bassa velocità sono ideali per mettere a frutto le doti della Desmosedici. Si tratta di un circuito molto impegnativo anche sul fronte del consumo gomme, e vedremo se Yamaha potrà confermare i progressi di Phillip Island in condizioni decisamente diverse. Il meteo poi qui è quanto mai un’incognita, con temporali improvvisi ed una superficie che manifesta una certa difficoltà ad asciugarsi Le previsioni parlano di maltempo per la giornata di domani, probabile miglioramento per sabato e nuovamente pioggia per domenica.
Alfonso Paduano