Il Motomondiale riaccende i motori in Spagna, sul circuito di Catalogna a Montmeló

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Si è appena spenta l’eco del clamoroso exploit italiano al Mugello, che già il Motomondiale riaccende i motori questo fine settimana a Barcellona, per il Gran Premio di Catalogna. Tra le novità di quest’anno, un circuito ulteriormente modificato, dopo che già nel corso della passata edizione la gara fu disputata sul tracciato normalmente utilizzato dalla Formula Uno. Il dramma vissuto nelle prove, con la scomparsa dello sfortunato Luis Salom, aveva infatti imposto una decisione in tempi molto ristretti. Quest’anno non verrà utilizzata la stessa chicane ma la variante è stata anticipata, per ottenere maggiore spazio nella via di fuga. Nelle scorse settimane Honda, Ducati ed Aprilia hanno svolto dei test ed avranno qualche riferimento in più, ma le gomme come sempre rivestiranno un ruolo determinante. E c’è da segnalare qualche malumore tra i piloti, ieri in conferenza stampa Marquez lamentava di aver utilizzato nei test una gomma che poi Michelin ha deciso di non portare per la gara. Secondo Marc, il gommista francese sta portando troppi cambiamenti e creando confusione. Qui poi è presumibile si correrà con temperature molto alte su un asfalto che non offre un grip ai massimi livelli e presenta qualche buca di troppo. In questo primo scorcio di stagione la moto che si è dimostrata mediamente più efficace è stata la Yamaha, soprattutto nelle mani di Maverick Vinales. A parte la giornata negativa di Jerez, la M1 si è dimostrata competitiva su tutti i circuiti finora affrontati e lo spagnolo, nonostante la giovanissima età ed il pesante ruolo di favorito per la corsa al titolo ha ostentato sicurezza e maturità. Uno zero anche per lui, come per tutti gli altri big, ma Vinales ha vinto la metà delle gare fin qui disputate e domenica scorsa al Mugello ha dimostrato di saper usare la testa, rinunciando ad una lotta per la vittoria che avrebbe potuto costargli un errore. Resta il favorito naturale anche qui. E’ una verifica importante anche per Valentino Rossi, rallentato nel Gran Premio d’Italia dalle precarie condizioni fisiche ed atteso qui ad un riscatto. Perdere altro terreno in classifica dal compagno di marca potrebbe rivelarsi decisivo in ottica campionato. La Ducati ha ottenuto buoni riscontri nei test disputati, ed il team è galvanizzato dalla grande vittoria di Dovizioso al Mugello, Una conferma a pochi giorni di distanza significherebbe poter entrare di diritto nella ristretta cerchia dei favoriti per la vittoria finale. Un punto di domanda riguarda la Honda, che sembra essere la moto più sensibile alle variabili rappresentate da pneumatici e condizioni ambientali. I due zeri di Marquez in gara pesano parecchio, il grande inizio di stagione dell’acerrimo rivale Vinales ha obbligato Marc a prendersi quei rischi che aveva saputo evitare nel 2016, con le relative conseguenze. Al momento attuale, quindi, non pare di intravedere un avversario in grado di impensierire davvero il giovane ed implacabile Top Gun della Yamaha. Nelle prime libere di oggi, il turno del mattino è stato praticamente inutile. La pioggia caduta nel corso della notte aveva lasciato chiazze di umido che già avevano messo in difficoltà i ragazzi della Moto 3. Un ulteriore scroscio pochi minuti prima del turno della Motogp ha di fatto reso poco significativa la sessione. Nel turno del pomeriggio, disputato con l’asfalto finalmente asciutto e temperature non troppo elevate, sono state soprattutto le Ducati e la Honda di Marquez a ben figurare, con lo spagnolo a siglare il miglior tempo davanti ad un convincente Jorge Lorenzo staccato di quattro decimi. Bene anche Dovizioso e Petrucci, quarto e quinto rispettivamente, e Bautista nono a completare un quartetto di Ducati nelle prime dieci posizioni. Un pò in difficoltà le due M1 ufficiali, con Rossi che non ha fatto meglio del decimo tempo e Vinales che chiude il turno addirittura in diciassettesima posizione, ad un secondo e mezzo dalla vetta. Anche qui, ed è spesso una costante nelle prime sessioni di prove, le due Yamaha satellite del team Tech 3 hanno saputo fare meglio, con Folger terzo e Zarco settimo. In Moto 3, miglior tempo di Canet davanti a Romano Fenati con Bulega e Migno quarto e quinto rispettivamente. In Moto 2, in testa il nostro Franco Morbidelli, scivolato senza conseguenze appena dopo aver segnato il miglior riferimento di giornata. Molto bene anche Simone Corsi e Mattia Pasini, terzo e quarto rispettivamente, e Pecco Nagnaia settimo. Appuntamento a Sabato per ultime sessioni e qualifiche.

Alfonso Paduano