Campionato Italiano Turismo, il rientro di Roberto Colciago sulla Honda Civic

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Ha vinto il Campionato Italiano Formula 3 nel 1990, nell’anno in cui Alex Zanardi e Max Angelelli chiudevano alle sue spalle o in cui Jacques Villeneuve, suo compagno di squadra, gioiva quando non gli era troppo lontano nei tempi e in gara. Erano gli anni di Gianni Morbidelli, Fabrizio Giovanardi, Luca Badoer, Antonio Tamburini, Dindo Capello, Max Papis, Andrea Montermini, Mimmo Schiattarella, Vincenzo Sospiri, Giancarlo Fisichella, solo per citarne alcuni. Una generazione di fenomeni che ha scritto ed ancora continua a scrivere pagine splendenti dell’automobilismo internazionale. Roberto Colciago ne è esponente autorevolissimo, tra quelli che ha subito orientato la carriera nelle ruote coperte del Turismo, quando ha ritenuto che la Formula 1 fosse una strada troppo complicata o che magari non giustificasse tutte quelle energie soprattutto finanziarie che ha sempre richiesto. Nel suo curriculum passa così a scrivere Campionato Italiano Superturismo, dove vince la classifica Indipendenti con la Honda Accord nel 1997 e il titolo assoluto nel 2006 con la Seat, ma anche Campionato Europeo Turismo con l’Alfa Romeo nel 2003 e Mondiale Turismo con Honda nel 2005. Dal 2008 al 2010 è massimo protagonista del Campionato Italiano Turismo Endurance con Seat e poi ripone il casco in bacheca con l’ultima corona tricolore nell’annata 2009. Difficile, però, restare lontano dalle piste, un lustro di stop può essere più che sufficiente ed ora è arrivato il tempo di tornare.

Con la Honda Civic TCR nel Campionato Italiano Turismo.

Il fatto è che mi andava tornare in pista – spiega Colciagoera da un po’ che mi balenava l’idea. Poi avere una grande amicizia con Alessandro Mariani ha fatto il resto. Non che mi abbiano sollecitato, ma è chiaro che quando ho deciso di fare qualcosa la scelta più naturale è stata quella di rivolgermi a loro. Il Campionato Italiano Turismo con la Honda Civic TCR mi è sembrato anche il programma più giusto. E peraltro, sempre per amicizia, ho subito individuato nella AGS la mia squadra. Con Roger Perini ho lavorato tanto e volendo tornare a correre ho trovato che il team che mi ha sempre seguito fosse quello giusto. Naturalmente la JAS garantirà tutto il supporto tecnico necessario, esattamente come garantisce a tutte le sue squadre clienti“.

Un binomio, quello di Colciago con Honda, che richiama tanto gli anni più belli per la categoria, il Superturismo.

Sì è un ritorno con la Honda – continua – e indubbiamente mi riporta ad anni bellissimi. Il Campionato Italiano Superturismo, ma anche il FIA WTCC dove non riuscii a disputare l’intera stagione nel 2005, ma comunque mi tolsi la soddisfazione della pole position a Curitiba sulla Accord sempre della JAS e nonostante fossimo in gara solo tra gli Indipendenti. Devo dire poi che volevo una nuova sfida tecnica. Con Seat ho vinto il Campionato Italiano Superturismo, il Turismo Endurance ed ora volevo provare qualcosa di diverso. La scelta è ricaduta necessariamente su Honda anche per questo motivo. Come TCR attualmente Seat, Volkswagen ed Honda sono il riferimento per tutti. E non è semplice stargli al passo. Basti pensare le difficoltà che stanno avendo, almeno per il momento, Opel, Subaru o Alfa Romeo“.

Che impressioni hai avuto da queste prime prese di contatto con il TCR?

È difficile fare raffronti con le vetture che ho guidato negli ultimi anni. Sicuramente la potenza allora era superiore, ma devo dire che telaisticamente è sensibile il passo in avanti. È evidente che sia un’ottima vettura da corsa. Poi l’evoluzione sarà continua. Credo davvero che il TCR rappresenti il futuro per la categoria Turismo nazionale ed internazionale. Dal punto di vista prestazionale, ma anche per i costi che non sono neanche lontanamente comparabili con il WTCC, lì ci sono budget impensabili“.

(Redazione/ACI Sport)