Audi domina i test per la 24h di Le Mans

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rsz_007f1d23-3f8e-4cf9-b67b-5a02c4338e22Un vecchio adagio recita, che le vittorie si conquistano in allenamento, in gara si vanno solo a raccogliere i trofei. Assumono importanza rilevante le prove libere che l’ACO consente di svolgere prima che si corra la 24h di Le Mans. I team più forti quelli che lotteranno per la vittoria hanno una chiara idea della loro forza e di dove dover porre rimedio nelle settimane restanti per puntare alla vittoria.  Una una sessione di test sfruttata da tutti i team, con 60 vetture in pista.  In ghiotto anticipo per i 23.000 spettatori che che hanno affollato le tribune della Sarthe. Il miglior tempo per l’ Audi R18, condotta da Lucas di Grassi, con il tempo di 3’21”375, con il secondo tempo le due Porsche 919 Hybrid, prima con quella di Bernhard-Webber-Hartley con un distacco di soli nove decimi dall’Audi e davanti di tre decimi della gemella affidata a Dumas-Jani-Lieb. Al quarto posto l’altra Audi, poi le due Toyota TS050 Hybrid, infine a chiudere i primi dieci le due Rebellion R-One-AER e la CLM p1/01-AER, subito alle spalle la prima delle vetture LMP2,  l’Oreca-Nissan di Gommendy-Pu-De Bruijn.

Il fatto che tutti i team non si sono risparmiati è dato dall’incidente della Ligier di Oswald Negri che ha obbligato l’organizzazione alla bandiera rossa frenando la rincorsa della Porsche. In ogni caso si ha la sensazione che i tempo continueranno a scendere lo stesso Lucas di Grassi è risultato di circa tre decimi più lento della Porsche di Hartley del 2015. I test sono serviti non tanto per mettere tempi record e mostrare i muscoli, ma piuttosto per capire se ci sono problemi di affidabilità e come si comportano le vetture in condizioni di gara per consumo benzina ma soprattutto sfruttamento delle gomme.  Da questo punto di vista chi ha percorso il maggior numero di giri è stata la Toyota di Conway-Sarrazin-Kobayashi, diversamente dall’Audi di Lotterer-Fässler-Treluyer rallentata di tanto in tanto di qualche problema. In sostanza la gara sarà una battaglia che più sui tempi assoluti si giocherà sull’affidabilità complessiva, cosa che è già mancata alla 6h di Spa.

Nella classe LMP2 la più numerosa con ben 23 le vetture iscritte a primeggiare è stata l’Oreca di Gommendy davanti all’ Alpine A460-Nissan di Menezes-Lapierre-Richelmi, terza un’altra Oreca-Nissan, schierata dalla G-Drive per Rusnov-Stevens-Rast e Alex Brundle. Nella categoria Gran Turismo in GTE-Pro, ha visto il recupero delle Ford appena dietro all’inossidabile Corvette C7.R di Antonio Garcia, dietro le due Porsche 911 RSR e la Ferrari 488 GTE di Bruni, Calado e Pier Guidi. In GTE-Am prima ancora una Corvette, quella di Yamagishi-Ragues-Belloc-Catsburg, davanti alla Ferrari 458 Italia.

Daniele Amore