Alfa Romeo Giulia 2.2 Diesel 180 CV: non solo sportività

2016_Alfa-Romeo_Giulia_04.jpg

Impressioni di guida. Finalmente dopo decenni torniamo a metterci al volante di una nuova berlina Alfa Romeo a trazione posteriore, con raffinate sospensioni, distribuzione dei pesi pari a 50-50 sui due assali e un rapporto peso- potenza favorevole. Perché questa è in estrema sintesi la Giulia, di cui Motorage.it ha guidato la versione 2.2 Diesel 180 CV sia nella configurazione con cambio manuale che in quella con la trasmissione automatica a 8 rapporti. Condividiamo quindi le impressioni di guida con il Magazine Motor & Fashion, attraverso questo dell’articolo.

2016_Alfa-Romeo_Giulia_02

L’alta qualità c’è e si percepisce. L’Alfa Romeo Giulia è una berlina di categoria premium del Segmento D, destinata a competere con modelli che rispondono ai nomi di Audi A4, BMW Serie 3, Jaguar XE e Mercedes-Benz Classe C. Tutte vetture contraddistinte da un’alta qualità complessiva con cui l’ultima nata del Biscione deve confrontarsi. E ci riesce alla grande, come abbiamo potuto appurare osservando le finiture a regola d’arte che dall’esterno proseguono all’interno, dove tra l’altro l’abbondanza di materiali morbidi al tatto, nonché  le guide di scorrimento dei sedili anteriori ricoperte denotano un livello di qualità percepita superiore a quanto avviene per la BMW Serie 3.

2016_Alfa-Romeo_Giulia_03

Abitabilità più che adeguata. Nonostante l’intonazione sportiva, l’abitacolo della Giulia sorprende favorevolmente per lo spazio a disposizione sia anteriormente sia posteriormente. Qui a onore del vero solo il passeggero centrale viaggia leggermente meno comodo, poiché deve fare i conti con l’ingombro del tunnel di trasmissione. Tunnel che peraltro annuncia il ritorno dell’Alfa Romeo alla trazione posteriore, per la gioia degli Alfisti troppo spesso delusi negli ultimi 30 anni.

2016_Alfa-Romeo_Giulia_16

Posto guida da vera Alfa Romeo. Diciamo subito che per la gioia dei veri Alfisti, il sedile di guida può scendere molto in basso (ancor più rispetto alla BMW Serie 3) a pieno beneficio di una postura sportiva. Quanto ai comandi primari e secondari, essi sono tutti orientati verso il pilota. Apprezzabile la pedaliera ravvicinata della versione con cambio manuale, in grado di favorire il punta tacco, così come soddisfano appieno i paddle fissi al piantone (soluzione più unica che rara) riguardo la configurazione con cambio automatico.

2016_Alfa-Romeo_Giulia_29

Pronti, partenza e via. La Giulia che stiamo per provare è una 2.2 Diesel 180 CV con cambio manuale a 6 rapporti e assetto sportivo. La curiosità è tanta, poiché sotto il cofano là davanti alberga il primo motore diesel di realizzazione al 100% Alfa Romeo. Tra l’altro, complice il peso in ordine di marcia pari a soli 1.374 kg, la Giulia 2.2 Diesel 180 CV è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 7”2/10, a fronte della velocità massima pari a 230 km/h. Alla prova dei fatti il nuovo propulsore si dimostra silenzioso, elastico e soprattutto privo di ritardi significativi della sovralimentazione. Il propulsore è debitamente coadiuvato da un cambio manuale con innesti brevi, secchi e precisi, qualcosa che riguardo l’Alfa Romeo non capitava dai tempi della Montreal. Semplicemente perfetto, quindi.

2016_Alfa-Romeo_Giulia_30

Con l’automatico è ancor meglio. Ora ci accomodiamo al volante della Giulia 2.2 Diesel con cambio automatico a 8 rapporti. Una “vecchia conoscenza”, questa, poiché si tratta dell’eccellente sistema ZF sviluppato per motori con applicazioni longitudinali e che “in chiave Alfa Romeo” ha molto da dire. Inoltre, i paddle fissi al piantone sono l’ideale durante le rotazioni del volante oltre i 90°, però piuttosto rare considerato lo sterzo assai diretto. Infine, l’automatico ZF asseconda pienamente anche il comfort di marcia.

Grande equilibrio nelle curve. Da un’Alfa Romeo a trazione posteriore, con sospensioni a quadrilateri deformabili anteriormente e multilink posteriormente, una distribuzione dei pesi ottimale tra i due assali e il peso relativamente contenuto è lecito aspettarsi un comportamento impeccabile nelle curve. Comportamento che la Giulia riesce sempre ad assicurare, perfino quando l’asfalto è abbondantemente fradicio di pioggia com’è avvenuto durante parte del test. In altre parole, tenuta di strada e stabilità sono molto elevate e la neutralità di comportamento è costante. Praticamente impossibile il sottosterzo, mentre è difficilissimo incorrere nel sovrasterzo di potenza anche a “briglie allentate” dell’ESC. Quanto allo sterzo, il sistema della Giulia è diretto e preciso, ma si è perso un po’ di quel fantastico feedback che davano i comandi a servoassistenza idraulica di 156 e 159.

2016_Alfa-Romeo_Giulia_17

La nuova Giulia è un’auto molto equilibrata, sicura, veloce e soprattutto caratterizzata da una qualità complessiva di alto livello. Un modello che riporta l’Alfa Romeo a competere alla pari con le concorrenti, mostrando alcuni picchi di superiorità. Qualcosa d’impensabile solo cinque- sei anni fa, ma comunque non paragonabile alla rivoluzione tecnica che compirono a loro tempo la Giulia originaria e l’Alfetta. Macchine irripetibili di epoche irripetibili. Grazie a tutte le informazioni di Motorage.it