L’acqua di mare potrebbe diventare un carburante alternativo?

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Dopo l’olio e le alghe, la marina degli Stati Uniti ha condotto degli esperimenti in laboratorio su un’altro elemento che potrebbe allungare la lista dei possibili carburanti alternativi. L’intuizione l’hanno avuto i ricercatori di Naval Research Laboratory che hanno eseguito uno studio molto preciso basato sui consumi della marina militare americana nel 2011. Seguendo la politica dell’esecutivo di Barack Obama, sono state fatte delle ricerche sull’acqua marina. Gli scopi di questa sperimentazione sono effettuati per ridurre il più possibile, in futuro, la dipendenza dal petrolio. La trasformazione dell’acqua di mare in cherosene potrebbe costare tra i 3 e i 6 dollari al gallone (3,8 litri), secondo i ricercatori, al lavoro sul progetto da diversi anni. Se si riuscisse davvero a far muovere le navi con la stessa acqua su cui navigano sarebbe una svolta epocale non solo in termini economici, ma ambientalisti perchè non vi sarebbe inquinamento. La ricercatrice Heather Willauer ha dichiarato: “Per la prima volta siamo stati capaci di mettere a punto una tecnologia per catturare in modo simultaneo la CO2 e l’idrogeno contenuti nell’acqua di mare, facendone un carburante liquido. E’ un passaggio molto importante”.

Al momento, la produzione di questo carburante è limitata a piccole quantità in laboratorio ma il potenziale profitto del progetto proviene dalla capacità di produrre scorte di carburante direttamente in mare. I ricercatori hanno comunque già spento i facili entusiasmi: serviranno almeno altri dieci anni prima che le navi americane siano in grado di produrre a bordo il carburante di cui hanno bisogno. Siamo di fronte ad una svolta epocale: immaginate se le vostre auto dovessero andare ad acqua?mare-in-tempesta