WSBK, secondo appuntamento in Thailandia – Orari TV

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Dopo il round di apertura a Phillip Island le derivate di serie riaccendono i motori in Thailandia, sul circuito di Buriram, una pista completamente differente che potrà meglio chiarire l’attuale situazione tecnica. Lo spettacolare tracciato australiano presenta infatti caratteristiche particolari e ha spesso costituito un capitolo a sè, con riscontri non confermati nelle prove successive.
LA DUCATI SPAVENTA, MA PER ORA SOLO CON BAUTISTA
Quella stessa Panigale V4R giudicata quasi con sufficienza dai responsabili del Team Kawasaki KRT alla vigilia della prima gara ha invece annichilito la concorrenza, con il pilota spagnolo capace di imporsi in tutte e tre le gare disputate. Forse l’ansia di Bautista di dimostrare il proprio valore lo ha portato a strafare, creando i primi malumori nel paddock. Il buon Alvaro nei test precampionato scherzava con la stampa dicendo di essere arrivato in Superbike con l’intento di stressare i top rider della categoria, riferendosi ovviamente a Jonathan Rea. In effetti ci è riuscito in pieno visto che nelle dichiarazioni post gara il campione del mondo si è lamentato della superiorità evidente della Ducati giudicandola più una Motogp mancata che una moto realmente derivata dalla serie. Argomentazioni forse premature e che in ogni caso necessitano di ulteriori conferme per avere un quadro tecnico chiaro, perché se non fosse stato per Bautista il debutto della nuova moto di Borgo Panigale non avrebbe certo fatto gridare al miracolo. Un irriconoscibile Chaz Davies ed i due ‘assistiti di lusso’ Laverty e Rinaldi hanno infatti stentato moltissimo nonostante il supermotore da 16000 giri che tanto irrita la concorrenza. Forse quindi è giusto parlare dei meriti di un pilota che meglio degli altri ha saputo interpretare e sfruttare al massimo la nuova moto.
BAUTISTA SFRUTTA L’ESPERIENZA ED IL METODO DI LAVORO DELLA MOTOGP
Il piccolo spagnolo è un pilota certamente veloce, Gigi Dall’Igna che lo conosce da sempre lo valuta come uno dei più grandi talenti con cui abbia mai lavorato, e questo dice molto. Aggiungiamoci il fatto che Phillip Island è un tracciato su cui Bautista è sempre andato forte, tanto che a fine 2018 quando sostituì l’infortunato Lorenzo sulla GP18 ufficiale rischiò di andare a podio. Quello che ha stupito è stata la rapidità con cui ha preso le misure alla nuova categoria e ad una moto che, a detta degli altri piloti è tutt’altro che facile ed immediata da sfruttare. Forse il metodo di lavoro della Top Class, con l’abitudine ad affrontare il problema della gestione degli pneumatici è stato un ulteriore punto a suo favore. Rea in Australia ha fatto comunque il massimo possibile cogliendo tre secondi posti e riuscendo a contenere il distacco in classifica generale in soi 13 punti.
REA ATTENDE LA PISTA AMICA DI BURIRAM
Quella thailandese è una pista gradita a Rea ed alla Kawasaki anche se lo scorso anno a Buriram il nordirlandese non fece bottino pieno. Alla vittoria di Gara 1 davanti alle Ducati di Fores e Davies seguì infatti solo il quarto posto di Gara 2, vinta da Davies davanti alle Yamaha di Van Der Mark e Lowes. Certo una muova netta affermazione di Bautista suonerebbe come vero campanello d’allarme per il Team KRT che dopo quattro anni vissuti a dominare si troverebbe a dover recuperare un gap che in Australia è apparso quasi imbarazzante. Attesi ad un riscatto gli altri piloti Ducati, con Davies che appare quasi frastornato dalle prestazioni del compagno e che deve almeno abbozzare una reazione. Anche le Yamaha sono attese ad una buona prova, le quattro R1 in pista hanno offerto una buona prova complessiva a Phillip Island ma ancora non sembrano in grado di lottare per il massimo obiettivo. Sulla carta appare destinata invece a soffrire la nuova BMW di Sykes e Reiteberger, che al momento a livello motoristico paga un discreto ritardo.
IL CIRCUITO DI BURIRAM
La pista è lunga 4554 metri, si percorre in senso orario e prevede dodici curve, sette a destra e cinque a sinistra.oltre a diversi rettilinei di cui il principale, immediatamente successivo a quello di arrivo, misura circa un chilometro. Una pista dove servono motore, trazione ed efficacia della ciclistica in frenata.
La pole position 2018 du di Rea col tempo di 1.32.814
ORARI TV
Venerdi 15-03-2019:
ore 4.30-5.20, Superbike, Prove libere 1
ore 5.30-6.15, Supersport, Prove libere 1
ore 9.00-9.50, Superbike, Prove libere 2
ore 10.00-10.45, Supersport, Prove libere 2
Sabato 16-03-2019:
ore 5.00-5.20, Superbike, Prove libere 3
ore 5.35-5.55, Supersport, Prove libere 3
ore 7.00-7.25, Superbike, Superpole, SKY Sport MGP/HD e Eurosport 2/HD, diretta
ore 7.40-8.05, Supersport, Superpole, SKY Sport MGP/HD, diretta
ore 10.00, Superbike, Gara 1, TV8/HD, SKY Sport MGP/HD e Eurosport 2/HD, diretta
Domenica 17-03-2019:
ore 4.00-4.15, Superbike, Warm up
ore 4.25-4.40, Supersport, Warm up
ore 7.00, Superbike, Superpole Race, SKY Sport MGP/HD e Eurosport 2/HD, diretta
ore 8.15, Supersport, Gara, SKY Sport MGP/HD e Eurosport 2/HD, diretta
ore 9.00, Superbike, Superpole Race, TV8/HD, differita
ore 10.00, Superbike, Gara 2, TV8/HD, SKY Sport MGP/HD e Eurosport 2/HD, diretta
Alfonso Paduano