WSBK, Savadori chiude in testa le libere di Misano

WSBK-2018.jpg
Non sono mancate le sorprese al termine del venerdì di prove cronometrate al Misano World Circuit Marco Simoncelli. Sole e caldo torrido nelle prime due sessioni ed un acquazzone nel pomeriggio che ha di fatto rese inutili le FP3 con i tempi della seconda sessione che sono risultati quelli decisivi per l’accesso alla Superpole 2 di domani.
APRILIA CONFERMA I PROGRESSI
Johnatan Rea ha comunque fatto la voce grossa anche qui, mantenendo il comando della graduatoria dei tempi per gran parte delle due sessioni e firmando il miglior tempo della FP1. Nel secondo turno il campione del mondo migliorava di pochissimo il proprio crono e manteneva ancora il comando delle operazioni quando verso fine turno Eugene laverty con l’Aprilia stampava un 1.35.002 e gli soffiava la leadership per un solo millesimo. Sembrava finita ma a quattro minuti dal termine Lorenzo Savadori con l’altra Aprilia Milwakee si esibiva in un giro perfetto e con 1.34.562 siglava il miglior tempo rifilando quasi mezzo secondo ai due blasonati rivali. Aprilia conferma così i recenti progressi culminati col podio di Laverty a Laguna Seca. Eccellente quarto tempo per Loris Baz con la Bmw che qui già lo scorso anno con Torres si era dimostrata molto competitiva. Il francese precede Alex Lowes con la Yamaha e Leon Camier con la Honda. A seguire le tre Ducati di Melandri, Fores e Davies e la Kawasaki di Tom Sykes, decimo ed ultimo dei piloti che accedono direttamente alla Superpole 2.
KAWASAKI E DUCATI, SI PENSA AL 2019
Il round di Misano segna il giro di boa del campionato, e precede la lunghissima pausa estiva che rimanderà a settembre la ripresa delle ostilità. Di fatto è uno spartiacque che decide anche le strategie delle case in vista dell’anno successivo. A meno di eventi imprevedibili Rea sembra ormai lanciato verso la conquista del suo quarto titolo mondiale consecutivo ed un nuovo allungo in classifica del nordirlandese potrebbe spingere Kawasaki a lavorare già in proiezione 2019. Stessa cosa vale per Ducati, con la stagione in corso che rappresenta l’ultima disputata col bicilindrico e la Panigale che con ogni probabilità resterà l’unica supersortiva di Borgo Panigale ad aver fallito l’assalto al titolo della Superbike. Progetto audace ed innovativo ma che nel corso degli anni ha mostrato limiti e criticità, ed ha richiesto n lunghissimo sviluppo per raggiungere una buona competitività. Ormai a Bologna si lavora quindi di gran lena alla messa a punto della V4R, la Panigale a quattro cilindri che debutterà il prossimo anno. L’avvento della nuova moto, con l’inevitabile periodo di sviluppo inciderà con ogni probabilità anche sul fronte dei piloti, con Davies e Melandri che sembrano entrambi poco convinti di sobbarcarsi un altro anno o due di purgatorio prima di poter davvero lottare per il titolo.
YAMAHA ALLARGA L’IMPEGNO E PUNTA SUI GIOVANI
A proposito di piloti, Andrea Dosoli, team director di Yamaha, ha confermato la decisione della casa di Iwata di schierare altre due R1 nel 2019. La Yamaha è molto cresciuta, con già tre successi colti quest’anno ed alla sua porta pare abbiano bussato in parecchi. In primo luogo Tom Sykes, ormai schiacciato dalla convivenza con il cannibale Rea, ed appunto i due del team Ducati Aruba. Dosoli ha però dichiarato che le due R1 supplementari saranno riservate a due giovani emergenti della Supersport 600, mentre per il team ufficiale sembra si sia orientati alla riconferma di Lowes e Van Der Mark. Per i ducatisti e Sykes, tutti e tre in scadenza di contratto, le porte di Iwata sarebbero quindi chiuse-
Alfonso Paduano