WSBK, Jonathan Rea Domina Gara 1 a Imola

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Niente da fare contro questo Johnatan Rea che conquista anche la tana del nemico, dominando gara 1 su un tracciato che vedeva Davies e la Ducati imbattuti da due anni. Il campione del mondo ha messo sul tavolo le sue carte fin da ieri, comandando le sessioni di libere e soprattutto stamattina quando ha centrato una strepitosa pole position col tempo di 1.45.7. I ducatisti Melandri e Davies hanno invece avuto una mattinata travagliata, con Melandri scivolato nelle FP4 e Davies caduto in Superpole. Il gallese riusciva comunque ad agguantare la prima fila alle spalle di Rea e Sykes, con Melandri quarto ad aprire la seconda linea dello schieramento.
REA FA LA DIFFERENZA, MA LA KAWASAKI HA REAGITO
Rea è un fuoriclasse e qui probabilmente la sua motivazione era ancora più feroce del solito, ma pare di capire che anche la Kawasaki abbia saputo reagire con grande prontezza alle difficoltà di inizio anno. Le prestazioni in crescendo di Tom Sykes, al di là dei periodo difficile che il pilota ha affrontato sul piano personale, sono il segnale di un miglioramento generale della moto, visto che anche Imola non è un tracciato propriamente favorevole allo stile di guida dell’inglese. Per Ducati oggi il rammarico per un’occasione persa con Davies, che ha pagato a caro prezzo un paio di errori nella fase iniziale della gara. La consueta rimonta del gallese ha mostrato un passo quasi in linea con quello di Rea, anche se probabilmente quest’ultimo aveva ancora qualcosa nel taschino. Melandri coglie un buon terzo posto davanti al compagno di squadra ma ormai Rea è già in fuga mondiale, con 184 punti nella classifica generale contro i 142 di Davies ed i 131 di Melandri. Quello che è certo è che Kawasaki e Ducati continuano ad essere le dominatrici del campionato, con le altre case protagonista di saltuarie discrete prestazioni ma ma che appaiono sempre molto distanti, con distacchi all’arrivo che continuano ad essere quasi imbarazzanti.
LA CRONACA – REA DOMINA, PASTICCIO DAVIES
Al via Rea e Sykes scattavano al comando mentre Davies stentava, facendo impennare la sua Panigale e vanificando la partenza in prima fila. Erano così Melandri ed il sorprendente Rinaldi a lanciarsi all’inseguimento delle due kawasaki, col giovane esordiente dello junior team Ducati Aruba che attaccava senza timori reverenziali il compagno di squadra. Alle loro spalle, Fores, Davies e Van Der Mark si scambiavano le posizioni mentre Laverty, autore di un buono spunto al via, perdeva via via terreno. Le bagarre tra Rinaldi e Melandri favoriva l’allungo di Rea e Sykes, col primo già in grado di fare la selezione accumulando decimi di vantaggio ad ogni passaggio. Davies, nel tentativo di non perdere il treno, forzava la frenata alla variante bassa ed era costretto a tagliarla, rallentando per lasciar sfilare gli altri piloti e perdendo posizioni. Il gallese iniziava così la consueta furibonda rimonta che lo vedeva in pochi giri aver ragione di Van Der Mark, Rinaldi e Fores, Davanti Rea era ormai irraggiungibile, Sykes manteneva con sicurezza la seconda posizione e Melandri doveva guardarsi dal ritorno del compagno di squadra, che a tre giri dalla fine riduceva il distacco a meno di due secondi. Ma le posizioni non cambiavano fino alla fine, Rea coglieva una meritata vittoria con quasi quattro secondi su Sykes e sette su Melandri. Alle spalle di Davies, quarto, finiva Xavi Fores, ancora una volta autore di un’ottima gara. Sesto posto per Michael van Der Mark con la prima delle Yamaha, che anche qui non sono riuscite a tenere il passo. La casa di Iwata si conferma terza forza del campionato ma il divario dalle prime della classe non accenna a ridursi, ed ora sul banco degli imputati stanno finendo i piloti. Settimo posto per il ragazzino terribile, quel Michael Ruben Rinaldi anche oggi protagonista di un avvio di gara sorprendente ma che ha ancora una volta pagato la difficoltà a gestire la moto con le gomme usurate. Ottavo posto per Lorenzo Savadori con la prima delle Aprilia Milwakee, alle prese coi consueti problemi di degrado degli pneumatici. La wild card LeonHaslam con la Kawasaki di Puccetti ed un opaco Alex Lowes con la econda delle Yamaha chiudevano la top ten.
Alfonso Paduano