WSBK, Bautista domina Gara 1 in Australia

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Lo spagnolo Alvaro Bautista e la Ducati Panigale V4R, entrambi al debutto nel mondiale Superbike, dominano la prima gara della stagione 2019 annientando la concorrenza e fornendo una dimostrazione di forza quasi imbarazzante.

Il campione del mondo Jonathan Rea incassa 15 secondi di distacco ed abbozza nelle interviste al parco chiuso ostentando soddisfazione per il secondo posto, ma certo se i segnali sono questi ha di che iniziare a preoccuparsi. Sul terzo gradino del podio un bravissimo e caparbio Marco Melandri, che dopo qualche difficoltà nelle libere ed in quaifica ha fatto valere la sua esperienza in gara, amministrando le gomme e piegando il compagno di marca Lowes dopo un avvincente duello all’ultimo giro.
BAUTISTA IMPRESSIONANTE, CRISI DAVIES
Il primo segnale era arrivato con le FP3 del mattino, nel corso delle quali Bautista aveva stampato un 1.29.7 togliendo quattro decimi alla pole di Sykes dello scorso anno ma soprattutto rifilando mezzo secondo alle Kawasaki di Haslam e Rea. Lo spagnolo inoltre dimostrava non solo velocità sul giro secco ma anche grande efficacia sul passo. In qualifica invece Bautista pagava forse l’inesperienza con la gomma da tempo, ed era Rea ad aggiudicarsi la partenza al palo davanti al compagno di squadra Haslam ed allo stesso Bautista. I timori per la gara erano soprattutto legati alla tenuta delle gomme, molto sollecitate sul circuito australiano, e forse Bautista ha fatto valere l’abitudine consolidata a gestire gli pneumatici in MotoGP. Chi, almeno stando alle dichiarazioni post gara ha dovuto guidare al risparmio è stato invece Rea, che in effetti stavolta non è apparso in grado di fare la solita differenza con il resto del gruppo. Una cosa è apparsa evidente, ovvero che mentre le Kawasaki e le Yamaha sono tutte ad un buon livello in casa Ducati si assiste ad una sorta di doppia realtà. Da una parte Bautista vola, dall’altra i compagni di marca faticano ad emergere, e in seno al team ufficiale ci si trova ormai di fronte ad un ‘caso Davies’. Il gallese dopo prove e qualifica disastrose ha chiuso la gara in decima posizione staccato di ben 27 secondi e preceduto pure da Rinaldi con la V4R privata del team Barni. Certo è presto per trarre conclusioni, e bisognerà attendere la verifica di Buriram, una pista che presenta caratteristiche opposte rispetto a quella australiana e che potrà meglio chiarire i valori in campo.
REA LIMITA I DANNI, BENE LE YAMAHA, BUON DEBUTTO PER BMW
La Kawasaki ha dimostrato ancora una volta di essere ad un ottimo livello e soprattutto di essere una moto equilibrata e veloce con tutti i piloti. Leon Haslam, al debutto sulla moto ufficiale ha molto ben impressionato, battagliando senza timori reverenziali col campione del mondo e rendendogli la vita forse più difficile di quanto si pensava, peccato abbia gettato la gara al vento con una scivolata al decimo giro. Buona anche la corsa di Razgatioglu con la ZX10R del Team Puccetti. Ottima la prestazione complessiva delle yamaha, con tutte e quattro le moto in pista che si sono piazzate nelle prime otto posizioni. Dopo le eccellenti premesse ci si aspettava forse qualcosa di più da parte delle Bmw, che hanno pagato soprattutto un gap velocistico importante, almeno una decina di km orari rispetto alla migliore concorrenza, ma in ogni caso positivo il debutto della nuova moto bavarese.
LA CRONACA
Senza storia la gara per la prima posizione, con Bautista che dopo un breve spunto iniziale delle due Kawasaki prendeva il comando della corsa già al primo giro e si involava verso la sua fuga solitaria. Il ritmo dello spagnolo era impressionante, al termine del terzo giro il suo vantaggio sfiorava i quattro secondi e saliva al ritmo di oltre mezzo secondo ad ogni passaggio. Alle sue spalle le due Kawasaki guidavano il gruppo con Haslam e Rea in lotta tra loro seguiti da Lowes, Razgatioglu, Sykes e Melandri. Primo e forse unico vero colpo di scena la caduta di Haslam nel corso del decimo passaggio, una scivolata innocua col pilota che riusciva a riprendere la gara. Bautista andava a vincere con quasi 15 secondi di vantaggio su Rea mentre nel corso dell’ultimo passaggio Melandri riusciva ad aver ragione di Lowes andando a cogliere un meritatissimo terzo posto ed il primo podio al debutto con la Yamaha. Alle spalle del ravennate finivano le due R1 ufficiali di Lowes e Van Der Mark e Toprak Razgatioglu con la Kawasaki privata del Team Puccetti. Settima posizione per Tom Sykes con la Bmw davanti alla yamaha GRT del debuttante Sandro Cortese. Rinaldi e Davies, con le Panigale V4R chiudevano la top ten, con un distacco da Bautista vicino ai 30 secondi.
Alfonso Paduano