WSBK, Bautista chiude al comando le libere a Phillip Island

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Cielo nuvoloso ma pista asciutta e buona temperatura per la prima giornata di prove libere sul circuito australiano. I valori espressi nei test precampionato si sono sostanzialmente confermati, con lo spagnolo Alvaro Bautista, new entry della categoria, che pare destinato ad essere la spina nel fianco del team campione del mondo.

Ma se la Kawasaki sembra confermarsi il pacchetto globalmente più competitivo ed equilibrato lo stesso non si può dire per la nuova Panigale V4R, moto dal potenziale molto elevato ma che al momento solo lo spagnolo sembra saper sfruttare in pieno.

Bene Bautista e le Kawasaki, BMW si conferma, Davies in difficoltà

I tempi di oggi sono già di gran livello, si è girato a poco più di due decimi dalla pole position 2018 di Sykes. Nella FP1 Rea faceva segnare il miglior tempo in 1.30.341 comandando quasi tutta la sessione davanti al compagno di squadra Leon Haslam. Solo nei minuti finali Bautista riusciva a piazzare la sua Panigale V4R tra le due Kawasaki. Lo spagnolo si rifaceva nella FP2 strappando il miglior riferimento in 1.30.327, precedendo quindi il campione del mondo di soli 14 millesimi nella combinata dei tempi. Terzo di giornata Leon Haslam in 1.30.482. I primi tre sono quindi racchiusi in poco più di un decimo. Quarto nella classifica combinata è Tom Sykes, che si conferma la vera sorpresa insieme alla nuova Bmw. L’inglese appare trasformato dalla nuova avventura e dopo aver ottenuto il tempo nella FP1 ha sfruttato la seconda sessione per affinare il lavoro in vista della gara. Quinta posizione per la prima delle Yamaha, quella di Alex Lowes, incappato in una caduta senza conseguenze nel corso della FP2. Buona la prestazione di Leon Camier, sesto con la Honda Moriwaki che appare in progresso, anche se il tempo è forse più frutto del talento e dell’impegno del pilota inglese. Continua a stupire Sandro Cortese, che al debutto nella categoria con la Yamaha GRT si è subito portato a livello dei compagni di marca e chude la giornata col settimo tempo della combinata. Il tedesco precede il connazionale Markus Reiterberger con la seconda Bmw, ottavo grazie al tempo ottenuto nella FP1. Nona posizione per Michael Van Der Mark con la seconda Yamaha ufficiale e decimo ed ultimo della top ten il giovane Toprak Razgatioglu con la Kawasaki del Team Puccetti. Giornata tribolata per Marco Melandri e Chaz Davies, col ravennate alle prese con lo scarso feeling con la sua Yamaha ed il gallese che appare decisamente in crisi. Dopo i problemi fisici che lo hanno tormentato durante l’inverno Davies continua a lamentare scarsa fiducia soprattutto sull’anteriore della sua moto, handicap non da poco sui velocissimi curvoni australiani. Dall’esterno la sensazione è che anche le impressionanti prestazioni fornite da Bautista abbiano avuto il loro peso, spiazzando il vicecampione del mondo, che appare incapace di reagire, almeno al momento.

Allarme gomme, in Supersport, gara ‘Flag to Flag’ 

L’asfalto moto abrasivo di Phillip Island ma soprattutto il lungo tratto finale da percorrere tutto in appoggio sul lato sinistro hanno messo in crisi gli pneumatici posteriori intagliati delle Supersport 600, che hanno evidenziato consumi anomali e addirittura distacchi di materiale. La direzione gara ha deciso pertanto di ridurre la lunghezza della corsa da 18 a 16 giri con pit stop e cambio gomme obbligatorio tra il sesto ed il decimo passaggio. Al momento tutto invariato per la Superbike, che si corre sulla distanza di 22 giri.
Alfonso Paduano