WSBK, a Imola Rea fa doppietta ed entra nella storia

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Johnatan Rea non ha voluto aspettare, ha sfruttato al meglio i primi due match ball a disposizione per entrare nella storia del mondiale superbike. Con la doppia affermazione di Imola il campione del mondo sale infatti a ben 59 successi in carriera eguagliando King Carl Fogarty come pilota più vincente di sempre. Rea ha dato vita ad uno strepitoso duello con l’arcirivale Chaz Davies che alla fine ha dovuto rassegnarsi al secondo posto davanti all’altra Kawasaki di Tom Sykes.
LA KAWASAKI E’ TORNATA, ANCHE DAVIES DEVE ARRENDERSI
Il round imolese ha confermato le sensazioni ricavate nelle ultime gare, con la Kawasaki che dopo essere stata colta un pò alla sprovvista dalle novità regolamentari ed aver faticato ad inizio anno, ha saputo reagire al meglio, tornando la perfetta macchina da guerra ce ha dominato le ultime stagioni. Il grande cuore di Davies ha permesso al gallese di vendere carissima la pelle, ma è sembrato subito evidente che Rea ne avesse nettamente di più, ed una volta in testa avrebbe preso il largo. E così è stato, appena perso contatto a Davies non è rimasto che guardare il rivale da lontano. Il terzo posto di Sykes, che replica il podio di ieri, testimonia il pieno recupero della verdona di Akashi. Rea nella classifica di campionato allunga ancora e porta a ben 47 punti il suo vantaggio su Davies, che anche quest’anno appare l’unico rivale credibile ed ha il grande merito di non darsi mai per vinto. Perde contatto Marco Melandri, che dopo il podio di gara 1 oggi è finito a terra, abbattuto da Van Der Mark e lascia Imola con uno zero in gara due.
LA CRONACA – REA E DAVIES, DUELLO STELLARE
Al via Davies grazie al quarto posto ottenuto in gara uno aveva il vantaggio di scattare dalla pole mentre Rea per via della vittoria di ieri era costretto allo start dalla terza linea. Al semaforo era ancora una volta Rinaldi a sorprendere. Il ragazzino terribile dello junior team Ducati Aruba bruciava infatti Davies e prendeva la testa del gruppo con grande autorità, con Davies in scia davanti ad un gruppetto formato da Fores, Melandri, Van Der mark e Sykes. Rea stavolta non era rapidissimo a districarsi nel traffico ed impiegava tre giri a portarsi in terza posizione. A quel punto Davies rompeva gli indugi , passava Rinaldi e provava a forzare per cercare la fuga. Ma Rea risaliva implacabile, ed una volta sbarazzatosi di Rinaldi si incollava alle spalle del gallese.. I due fenomeni ingaggiavano un duello formidabile che ha riportato alla memoria degli appassionati il leggendario scontro del 2002 tra Colin Edwards e Troy Bayliss, sempre qui ad Imola. Il vantaggio di Rea era evidente ma Davies tentava l’impossibile per rimanere davanti, replicando immediatamente a due tentativi di sorpasso, nel corso dei quali i due venivano pure a contatto. Ma dopo nove giri di strenua resistenza il gallese era costretto a cedere ed una volta portatosi davanti Rea allungava, non concedendo possibilità di replica. Alle spalle dei due che avevano fatto il vuoto si ritrovava così Sykes, dopo che al decimo giro un errore in frenata di Van Der Mark aveva abbattuto l’incolpevole Melandri. Il ravennate rimaneva per qualche istante confuso ma alla fine si rialzava senza conseguenze. Le posizioni di testa non cambiavano fino al termine, Rea andava a vincere con 4 secondi su Davies e 9 secondi sul compagno di squadra Sykes. Ottimo quarto posto per il sempre positivo Xavi Fores con la Ducati del team Barni che precedeva Torres, buon quinto con la MV. Sesta piazza per Alex Lowes davanti a Rinaldi, come sempre in difficoltà nella seconda metà di gara dopo un inizio davvero esaltante. Razgatioglu, Laverty e Mercado chiudevano la top ten. Da segnalare la caduta di Lorenzo Savadori, fortunatamente senza conseguenze.
LE ALTRE CLASSI
Nella SSP 600 vittoria del francese Cluzel su Yamaha R6 davanti a Federico Caricaulo, sempre su Yamaha, e ad un ottimo Raffaele De Rosa con la MV
Nella SSP300 seconda storica affermazione di Ana Carasco, che dopo la strepitosa pole position di ieri comandava la gara dall’inizio alla fine, rifilando un distacco di 13 secondi agli inseguitori. Una prestazione maiuscola che già solleva malumori e perplessità nel paddock, con voci di irregolarità tecniche sulla Kawasaki della ragazzina spagnola. Secondo posto per Sanchez, sempre su Kawasaki e terzo gradino del podio per Sabatucci su Yamaha.
Nella Superstock 1000 bella vitoria della wild card Matteo Ferrari con la Panigale del team Barni davanti a Tamburini su Bmw ed al cileno Scheib su Aprilia.
Alfonso Paduano