MotoGP, a Valencia vince Pedrosa. Marquez è Campione del Mondo per la sesta volta

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E’ andata come la logica e la ragione suggerivano ma l’ultimo atto di una stagione per certi versi memorabile ha avuto un andamento tutt’altro che scontato fino a poche battute dalla fine. Quello che pareva impossibile potesse succedere è andato invece vicinissimo a verificarsi, con Maruqez vittima di un errore che poteva costare carissimo e un Dovizioso che in certi momenti ha dato l’impressione di poter riprendere i primi in fuga. Nel volgere di tre giri è successo tutto ed il contrario di tutto, Marquez tentando di resistere in staccata ad un formidabile Zarco è finito largo e nella ghiaia, riuscendo a salvarsi dalla caduta in modo stupefacente. A quel punto c’era in testa Zarco con Pedrosa incollato alle sue spalle, ed il duo della Ducati con Lorenzo e Dovizioso che inseguivano. Ma come detto il salvataggio di Marquez, rientrato in pista alle spalle dei ducatisti, ha reso vana qualsiasi combinazione possibile. Ed incredibilmente in pochi istanti sia Lorenzo che Dovizioso finivano per terra, permettendo allo spagnolo di festeggiare al meglio il titolo finendo a podio.
MARQUEZ, QUATTRO MONDIALI MOTOGP IN CINQUE ANNI. GRANDE STAGIONE DI DOVIZIOSO E DUCATI
Onore al merito comunque per Marc Marquez, straordinario talento che con sei titoli mondiali a 24 anni pare destinato a battere tutti i record. Da quando ha debuttato nella classe regina laureandosi campione da debuttante, il diavolo di Cervera ha fallito l’appuntamento ocl titolo solo nella discussa stagione 2015, quando il mondiale andò a Lorenzo. E quattro titoli in cinque stagioni sono un ruolino di marcia impressionante e la dimostrazione di trovarci di fronte ad un fenomeno assoluto, contro il quale sarà durissima fare i conti per parecchi anni. Detto di un titolo strameritato per lo spagnolo, giusto riconoscere i grandi meriti di Dovizioso e della Ducati.Il forlivese ha fatto un salto di qualità stupefacente quest’anno, arrivando a lottare alla pari con il rivale più feroce e spesso a batterlo sul campo. Ducati ha fatto un grandissimo lavoro e forse, se qualcosa si può rimproverarle, è aver impiegato troppo tempo a capire che il cavallo giusto su cui puntare quest’anno era proprio Dovi. Certo una grande occasione persa perché a titolo personale restiamo convinti che questa stagione sia stata condizionata dall’incostanza di determinati fattori tecnici, e che non sarà facile avere di nuovo un’opportunità del genere.
LA CRONACA
Al via scattano in testa le Honda di Marquez e Pedrosa, con quest’ulitmo autore di un’ottima partenza dalla seconda fila che immediatamente si metteva a coprire la fuga del compagno di squadra. Alle spalle dei due piloti Honda un arrembante Zarco e le Ducati di Lorenzo e Dovizioso, con Rossi, Miller e Iannone a battagliare più indietro. Zarco appariva incontenibile ed in poche battute si sbarazzava in modo perentorio di Pedrosa e andava a caccia del capofila Marquez. Lorenzo e Dovizioso viaggiavano in tandem, con lo spagnolo a fare il ritmo ed il forlivese incollato alle sue spalle. Intanto Zarco proseguiva la sua rincorsa ed aveva ragione anche di Marquez, involandosi al comando, ed in ottica mondiale alla Ducati restava solo da sperare in un errore dello spagnolo. A quel punto Dovizioso avrebbe dovuto però trovarsi più avanti possibile per cercare di vincere la corsa, e dai box si decideva di esporre a Lorenzo la segnalazione di lasciar passare il compagno di squadra. Per parecchi giri il forivese dava ‘impressione di averne di più del maiorchino ed il nervosismo cominciava a farsi largo tra gli uomini in rosso al box. In testa alla gara Zarco commetteva un piccolo errore e Marquez si portava al comando, ma un attimo dopo lo spagnolo, nel tentativo di resistere al ritorno del francese finiva largo e fuori pista, salvandosi miracolosamente dalla caduta e rientrando in quinta posizione. Al comando così si trovavano Zarco e Pedrosa che al penultimo giro portava il suo attacco, superando il rivale e andando a vincere la gara. Ed in poche battute la Ducati vedeva svanire anche il podio, perché incredibilmente sia Lorenzo che Dovizioso cadevano, entrambi senza poter riprendere la gara. Il terzo gradino del podio era quindi appannaggio di Marquez, che festeggiava al meglio un titolo comunque strameritato. Il quarto posto andava ad un bravissimo Alex Rins con la prima delle Suzuki che precedeva Valentino Rossi, che portava a casa un quinto posto, magra consolazione dopo le tribolazioni delle Yamaha ufficiali in prova. Alle spalle del pesarese finivano nell’ordine Iannone, Miller, Crutchlow, Pirro e Rabat che chiudeva la top ten. La crisi delle Yamaha ufficiali è confermata dalla dodicesima posizione finale di un irriconoscibile Vinales, lentissimo per tutta la gara, mentre continuano le difficoltà di Danilo Petrucci, tredicesimo ed in crisi per tutto il fine settimana.
MOTO3 E MOTO2
In Moto3 prima vittoria dello spagnolo Martin davanti al fresco campione del mondo Mir, protagonista di una strepitosa rimonta dopo un errore, ed a Ramirez, per un podio tutto spagnolo. Quarta posizione per Fenati davanti a Bastianini e setimo un ottimo e promettente Denis Foggia. In Moto2 terzo sucesso consecutivo di Oliveira con la debuttante Ktm davanti a Franco Morbidelli e a Binder, con la seconda Ktm. Ancora uno zero per Mattia Pasini, protagonista di una caduta nelle prime fasi di gara.