MotoGP, riparte dall’Austria la caccia a Marquez

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Per le squadre c’è stato appena il tempo di caricare il materiale sui bilici, all’indomani dei test di lunedì scorso a Brno, e ripartire alla volta del Red Bull Ring dove questa domenica si corre il Gran Premio d’Austria. Una tappa tornata in calendario lo scorso anno e che nella passata edizione vide il clamoroso ritorno alla vittoria della Ducati con la perentoria doppietta di Iannone e Dovizioso.

DUCATI FAVORITA

Sulla carta e nei fatti quindi, un tracciato ideale per la rossa. Una pista relativamente breve, 4318 metri e con un rettilineo di soli 626, ma che consente velocità e medie sul giro molto elevate. Il tracciato è ‘stop and go’, con curve a destra comunque abbastanza veloci e continue accelerazioni. C’è poi una parte mediana più lenta, con le uniche tre curve a sinistra. Facile quindi intuire la criticità per le gomme, che tendono a raffreddarsi sul lato sinistro e sono particolarmente stressate su quello destro.

PNEUMATICI ASIMMETRICI

La Michelin lo scorso anno superò senza problemi l’impegnativo test del Red Bull Ring ed anche per questa edizione porterà tre scelte di mescola anteriore e posteriore per le slick, Soft, Medium e Hard, tutte asimmetriche con la spalla destra rinforzata, e due scelte per le rain, Soft e Medium, anche queste asimmetriche sia all’anteriore che al posteriore. La collocazione del circuito, che si snoda tra le montagne, rende la variabilità del meteo una componente di incertezza in più. Lo scorso anno si corse con l’asciutto, ma la grana molto abrasiva dell’asfalto e l’ottimo grip dovrebbero essere una garanzia anche in caso di pioggia.

TEST E NUOVE CARENE

I test di lunedì scorso a Brno hanno sostanzialmente confermato i valori emersi durante la gara, con Yamaha e Honda che hanno svettato e Rossi e Marquaz autori dei migliori tempi. In particolare Yamaha è sembrata molto attiva, con aggiornamenti di elettronica, ed il test della forcella Ohlins con foderi in carbonio. La novità più eclatante per la casa di Iwata è stata però senza dubbio la carenatura, in risposta a quanto fatto vedere da Ducati. La nuova aerodinamica appare molto ben ben studiata e realizzata, più snella e meno appariscente rispetto alla scelta di Ducati e che riprende in parte quanto fatto vedere da Ktm. Il cupolino ha infatti funzione deportante, con i due paramani che diventano essi stessi dei profili alari. Sui fianchi della carenatura poi due ‘tasche’ laterali racchiudono ben quattro alette per lato.

AERODINAMICA E REGOLAMENTI

A proposito delle nuove carenature, ricordiamo cosa recita il regolamento, con le modifiche introdotte lo scorso anno a seguito del divieto delle ali esterne. Ogni costruttore che decide di adoperare la nuova carenatura in gara, deve sottoporla alla verifica da parte della federazione. Se la carenatura viene giudicata regolare, la stessa viene omologata, ed a quel punto, nel corso dell’anno, il costruttore ha facoltà di operare una sola modifica, senza tuttavia poter aumentare il numero dei profili alari. Questo fa meglio comprendere come sia Ducati che Yamaha abbiano presentato soluzioni ridondanti come numero di profili, visto che nel corso dell’anno sarà possibile solo diminuirli e non aumentarli. Va inoltre ricordato che l’omologazione della carenatura è ‘per pilota’, con la possibilità quindi, per due piloti della stessa casa, di adoperare soluzioni tra loro differenti. Come era intuibile, le nuove carenature hanno già sollevato qualche malumore tra le squadre, con soluzioni che sono certamente al limite di quanto consentito. Non si può fare a meno di notare che se la scusa per proibire le ali applicate era stata la loro pericolosità in caso di contatto, con le attuali soluzioni soprattutto di cupolini, non è certamente cambiato nulla, tutt’altro. Di sicuro non mancheranno le discussioni e le contestazioni.

Alfonso Paduano