MotoGP, al via la stagione 2019 con la presentazione dei Team Ufficiali

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A poco più di un mese dall’inizio del mondiale 2019, previsto per il 10 Marzo in Qatar, le case hanno presentato ai media i propri team ufficiali. Come sempre succede, le presentazioni stampa svelano più che altro le nuove grafiche dei mezzi e le livree dei piloti, mentre le vere novità tecniche si vedranno in veste definitiva solo negli ultimi test di Losail. Non mancano comunque le novità, sia per quanto riguarda i piloti che gli sponsor.
HONDA REPSOL, ‘DREAM TEAM’ ACCIACCATO
Iniziamo dal team campione del mondo in carica, presentato a Madrid in casa del suo sponsor storico. Proprio in Honda c’è la novità più attesa ed eclatante, ovvero l’ingresso in squadra di Jorge Lorenzo. Sulla carta e nei fatti, quello Honda è una sorta di ‘Dream Team’ per la presenza di due campionissimi, anzi forse dei due piloti più forti in assoluto. Ironia della sorte pare che proprio la squadra dei sogni sia presa di mira dalla sfortuna, con Marquez convalescente da un complicato intervento chirurgico alla spalla sinistra e Lorenzo vittima di una caduta in allenamento che gli è costata la frattura dello scafoide della mano sinistra, già infortunata lo scorso anno. Se per Marquez l’intervento era previsto da tempo, l’infortunio di Lorenzo è stato un fulmine a ciel sereno per il maiorchino che è costretto a saltare gli importantissimi test di Sepang in programma in questi giorni. A completare il quadro quasi surreale di casa Honda, la frattura di un braccio per il team manager Alberto Puig ed il difficile recupero di Cal Crutchow, pilota del team satellite LCR, dopo la brutta frattura alla caviglia rimediata a fine 2018 in Australia. Un inizio di stagione quanto mai tribolato quindi, ma tutto lascia pensare che i piloti affronteranno la prima gara in Qatar al meglio della condizione e rappresenteranno un’accoppiata temibilissima per tutti. Certo per la prima volta la HRC si troverà con due galli nel pollaio, con tutto quello che ne segue. Lorenzo non è così facilmente gestibile come Pedrosa, e se Jorge dovesse essere vincente da subito se ne vedranno delle belle.
DUCATI MARLBORO, MISSIONE TITOLO MONDIALE
Novità anche in casa Ducati con la promozione di Danilo Petrucci al team ufficiale. Di sicuro una scommessa per Ducati ed una stagione cruciale per il ternano, cui è stato offerto un contratto solo per il 2019. Per questo motivo molti vedono in Petrucci una sorta di soluzione ‘tampone’, ma 
è anche vero che a fine 2019 nessun top rider sarà sul mercato visto che tutti i big hanno accordi con le rispettive squadre fino a tutto il 2020. Dopo i precedenti dualismi con Iannone e Lorenzo, Dovizioso è destinato ad essere la punta di diamante del team, anche se i due piloti partono sulla carta del tutto alla pari. Dai vertici di Borgo Panigale e dagli stessi piloti è stata sottolineata l’importanza del lavoro di quadra, mettendo da parte gli individualismi che spesso sono costati cari in passato. Per la rossa anche una inedita veste grafica, con le moto che sfoggiano un inedto rosso Ducati in luogo della tinta più accesa utilizzata gli scorsi anni in omaggio allo sponsor principale.
YAMAHA MONSTER ENERGY, GRANDI NOVITA’ ED ASPETTATIVE
Rivoluzione a Iwata, dopo le tribolazioni delle passate stagioni. Se sul fronte dei piloti non c’è nulla di nuovo, con Rossi e Vinales confermati fino a tutto il 2020, molto altro è cambiato, a partire dallo sponsor principale. Monster Energy ha infatti rimpiazzato Movistar come title sponsor della squadra, e le moto sfoggiano una inedita grafica blu e nera, invero decisamente aggressiva. E grande aggressività pare essere stata adottata anche a livello dirigenziale con un vero e proprio rivoluzionamento di competenze e gerarchie. Il responsabile del comparto MotoGP Tsuya ha infatti lasciato il posto a Takahiro Sumi, fino allo scorso anno responsabile della divisione telai. A questo si aggiungono la creazione tel test team europeo con Folger come pilota ed un ruolo più attivo della sezione europea del racing, a Gerno di Lesmo. Se tutto questo sarà sufficiente a recuperare il gap rispetto alla concorrenza difficile prevederlo, ma certo i cambiamenti attuati sono importanti ed indici di un chiaro desiderio di riscossa. Da non trascurare poi il team satellite Yamaha Petronas con Morbidelli ed il debuttante Quartararo. La presenza di Ramon Forcada e Wilco Zeelemberg, entrambi provenienti dal team ufficiale ed il fatto che Morbidelli disporrà ad inizio stagionr di una M1 ufficiale in tutto e per tutto uguale a quelle di Rossi e Vinales fanno intendere che la squadra sia di gran livello.
SUZUKI ECSTAR, DI NUOVO TRA LE GRANDI
Grazie agli ottimi risultati ottenuti nella seconda metà della passata stagione, Suzuki paga pegno e perde le agevolazioni regolamentari di cui godeva fino allo scorso anno. Un handicap che a Hamamatsu considerano non determinante e che sancisce in ogni caso una sorta di ritorno tra le grandi. Con la partenza di Iannone Suzuki ha deciso di rinunciare alla caccia ai top rider e puntare sui giovani, ingaggiando Mir. Dal canto suo Alex Rins, dopo un 2018 da protagonista è chiamato a vestire i panni della prima guida ma il ragazzo è solido e talentuoso e potrebbe rappresentare una delle sorprese della prossima stagione. In Giappone sono intervenuti profondamente sulla moto, con novità in tutti i comparti ed un gran lavoro svolto dal collaudatore Guintoli.
APRILIA, STAGIONE CRUCIALE
A Noale le novità sono un pò su tutti i fronti. La decisione di abbandonare definitivamente il mondiale SBK ha consentito di focalizzare tutte le attenzioni sulla MotoGP con significativi cambiamenti a livello organizzativo. L’arrivo di Massimo Rivola come amministratore delegato di Aprilia Racing è forse il segnale più importante. Rivola, proveniente dalla F1 dove è stato anche responsabile della Ferrari Driver Academy consentirà a Romano Albesiano, oggi a capo del progetto MotoGP, di concentrarsi maggiormente sull’aspetto tecnico, quello che di fatto più gli compete. L’arrivo di Andrea Iannone come pilota dovrebbe essere poi, nelle intenzioni della squadra, quel ‘plus’ in grado di far compiere il definitivo salto di qualità. Il primo approccio dell’abruzzese con la nuova moto è stato però finora poco incoraggiante, staremo a vedere cosa riserverà il prossimo futuro.
KTM RED BULL RADDOPPIA L’IMPEGNO
Un nuovo pilota anche per Ktm, quel Johann Zarco che tanto aveva impressionato al debutto in MotoGP con la Yamaha del team Tech3. Dopo un 2018 in cui è stato costretto a patire i mali della M1, Zarco era atteso ad un gran debutto con la moto austriaca ma il primo impatto è stato a dir poco problematico. I test a fine 2018 a Valencia e Jerez hanno mostrato un pilota in grande difficoltà nel capire ed interpretare la nuova moto, a conferma di una RC16 non così facile ed intuitiva.. L’ingaggio di Dani Pedrosa come collaudatore avrebbe dovuto dare una grossa mano ma come noto il pilota spagnolo è tuttora convalescente dopo un intervento chirurgico alla clavicola sinistra, più volte infortunata in carriera e nuovamente fratturata poche settimane fa. Da ricordare che le Ktm in pista nel 2019 saranno quattro, visto che due moto affidate in gestione al Team Tech 3 con Oliveira e Syahrin come piloti.
Alfonso Paduano