MotoGP, ad Aragon Rossi ci riprova

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Al Motorland di Aragon si corre questo fine settimana la quattordicesima tappa del mondiale, ultimo appuntamento prima della lunga trasferta extraeuropea, il ‘trittico’ di Giappone, Australia e Malesia che sarà probabilmente decisivo per l’assegnazione del titolo. Spesso alla vigilia dei precedenti appuntamenti abbiamo parlato di round decisivo, ma la situazione si è mantenuta incerta, con alternanza di valori e di vincitori che lascia intatte le possibilità di vittoria finale per tre piloti, Marquez, Dovizioso e Vinales. I primi due sono appaiati in vetta alla classifica ed hanno vinto quattro gare a testa. ma non è tanto questo a farceli considerare i principali favoriti quanto la loro costanza di rendimento, qualità che quest’anno si sta rivelando decisiva. Vinales è stato vittima, come Rossi, delle difficoltà della Yamaha ma nelle ultime due gare è apparso in deciso progresso, vedremo se anche lui riuscirà a giocarsela fno alla fine.
ROSSI FUORI DALLA CORSA AL TITOLO, MA CI PROVA
Uno dei principali motivi di interesse sarà senza dubbia legato al rientro in gara di Valentino Rossi, a sole tre settimane dall’infortunio riportato in allenamento con la frattura di tibia e perone della gamba destra. Il nove volte iridato ha voluto testare le proprie condizioni con un test privato a Misano già nella giornata di martedì. Ha dovuto attendere la fine dei turni in pista prenotati da un organizzatore e quindi ha compiuto quattro giri con la sua R1 personale, prima che la pioggia mettesse fine alla prova. Il giorno successivo Rossi ha potuto girare nuovamente, e stavolta con più costanza, una ventina di tornate in diverse uscite che gli hanno consentito una buona verifica. Da qui la decisione di partire per Aragon e provare a disputare le prove libere, e decidere poi se correre o meno. Il pesarese dovrà anzitutto superare la visita medica in circuito, prevista per oggi, ma non crediamo ci saranno problemi da questo punto di vista. In caso di partecipazione alla gara, sarebbe il rientro più rapido mai verificatosi per questo tipo di infortunio. Il primato precedente appartiene a Randy De Punitet che rientrò in gara 26 giorni dopo un’analoga frattura di tibia e perone. La voglia di esserci comunque è un segnale forte della motivazione che tuttora anima il pesarese, tanto che ormai si parla di concreta possibilità di prolungamento del suo contratto fino al 2020. I vertici della Yamaha nella persona di Lin Jarvis si sono detti già disponibili in questo senso se le prestazioni di Rossi continueranno ad essere di alto livello.
DUCATI HA L’EQUILIBRIO, LA HONDA HA MARQUEZ. YAMAHA DA VERIFICARE
la partita ricomincia quindi da Aragon in perfetta parità, si parte per un ‘mondialino’ di cinque gare che è anche una sfida tecnologica tra Italia e Giappone. Dopo dieci anni Ducati ha di nuovo la possibilità di vincere il titolo della Motogp. L’arma vincente della rossa si sta rivelando l’equilibrio, quello invano cercato per tanti anni e che sembra finalmente raggiunto. La moto è stabile e costante nel suo rendimento, su ogni tipo di tracciato, la migliore forse nello sfruttare le capricciose gomme MIchelin. Honda dal canto suo non ha lo stesso equilibrio ma ha Marquez, che da solo sta facendo la differenza. Siamo convinti che in questo momento Ducati sia la moto migliore ma Marquez è sempre lì, nonostante ben tre zeri collezionati fino adesso, e ci stiamo avvicinando a trasferte su circuiti dove lo spagnolo va fortissimo.E poi c’è Vinales, che vediamo come una sorta di terzo incomodo, più altalenante nel rendimento non per colpe proprie. Certo un peccato che uno dei quattro contendenti, il più carismatico, sia stato messo fuori gioco anzitempo. C’è comunque la concreta possibilità che il titolo possa giocarsi all’ultima gara di Valencia almeno tra due piloti, e sarebbe i degno coronamento di una stagione per certi versi irripetibile.
Alfonso Paduano