MotoGP 2018, i possibili scenari del mercato piloti

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La stagione 2018 della Motogp si prospetta incerta e combattuta non solo in pista ma anche sul fronte delle trattative del mercato piloti, che potrebbero influenzare non poco anche le future strategie dei team. Un’intervista rilasciata pochi giorni fa da Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse, ha da un lato generato una serie di interpretazioni  un po’ affrettate, dall’altro ha lasciato intendere che alcune trattative potrebbero chiudersi  prima dell’inizio del campionato che ricordiamo prenderà il via il 18 Marzo in Qatar. E visto che a fine 2018 tutti i big sono in scadenza di contratto, cerchiamo di ipotizzare i possibili spostamenti e gli scenari futuri per i vari team.

DUCATI  –  DOVIZIOSO UOMO MERCATO ?

Non c’è dubbio che Andrea Dovizioso rappresenti uno dei pezzi più pregiati del mercato. Il forlivese, da sempre apprezzato per la professionalità e le capacità tecniche, con le sbalorditive prestazioni messe in mostra la scorsa stagione è oggi un top rider a tutti gli effetti, e come tale ritiene di dover essere valutato. Interrogato sulle intenzioni della casa di Borgo Panigale, Paolo Ciabatti  ha dichiarato come l’intenzione sia quella di tenere entrambi i piloti, ma facendo riferimento a Dovizioso ha parlato di conferma che si prospetta difficile. La frase è stata da più parti fraintesa, in realtà la difficoltà dell’intesa è legata principalmente all’ingaggio e secondariamente allo ‘status’ del pilota. Pur non essendo ancora iniziata una vera trattativa, le cifre e le condizioni sono state prospettate da entrambe le parti e e le posizioni sembrerebbero essere parecchio distanti. Da un lato Ciabatti, pur riconoscendo i meriti e la liceità delle richieste, parla di budget non illimitato, e dall’altro Dovizioso, forte dei  risultati del 2017, ne chiede il giusto riconoscimento. Di certo il salto di qualità compiuto da Dovizioso è stato talmente eclatante da aver fatto ricredere molti, noi compresi, sulla valutazione del suo reale potenziale. Ed inevitabilmente la stagione 2017 ha portato anche a ricredersi sul vero potenziale della Desmosedici, quella moto problematica ed umorale che lo scorso anno si è trasformata nella motogp più equilibrata del lotto. Poiché nel motorsport difficilmente i miracoli accadono, personalmente siamo dell’idea che la moto sia sicuramente migliorata di parecchio, ma nel contempo determinate situazioni tecniche e le difficoltà incontrata de qualche concorrente abbiano un po’ aiutato. E certamente Dovizioso è stato molto abile nello sfruttare al meglio la moto e la situazione. Le parole di Ciabatti hanno comunque sorpreso, una dichiarazione così esplicita è stata forse intempestiva e nella giornata di lunedì 15, durante la presentazione della Ducati GP 18, l’ AD Claudio Domenicali ha speso parole importanti nei confronti di Dovizioso, confermandolo pedina importantissima. Quello che sembra di capire è che si cercherà di mediare le posizioni dei due piloti. In altre parole Lorenzo dovrà rivedere le sue pretese, magari subordinando parzialmente l’ingaggio ai risultati in campionato. Lo spagnolo dal canto suo non è mai stato troppo disponibile a trattare, ma è anche vero che al momento attuale nessuna altra squadra gli offrirebbe un trattamento economico di tale livello. Ben diverso il discorso di Dovizioso, che è ambito ad esempio dalla HRC. Il nuovo management dell’ala dorata già a inizio 2016 aveva pronta una proposta per il forlivese, quando sembrava che Dani Pedrosa fosse diretto verso la Yamaha. Ci sono voci di un interessamento a Dovizioso anche da parte di Ktm, che troverebbe in lui un riferimento tecnico fondamentale. Il forlivese ha guidato tutte le moto migliori, in Ktm troverebbe un mezzo che promette grandi cose ed un trattamento economico adeguato. Non escludiamo nemmeno un possibile sbocco in Suzuki, in caso di mancata conferma di Iannone.

HONDA – MARQUEZ PUNTO FERMO, PEDROSA IN PARTENZA ?

La casa dell’ala dorata è sempre più Marquez dipendente, e crediamo che ben difficilmente le loro strade possano dividersi- la Rcv è certamente un’ottima moto ma è innegabile che sia il diavolo di Cervera a fare la vera differenza. La sirena  Ktm,  con la proposta di un ingaggio faraonico, è certamente allettante, e tra l’altro Marquez, giovane e vincente, incarna alla perfezione lo stereotipo del pilota gradito alla Redbull. Ma lo stesso pilota ha ribadito in più occasioni di non considerare fondamentale il lato economico quanto piuttosto il poter disporre di una moto che gli consenta di lottare per la vittoria tutte le domeniche. E questo, attualmente, Ktm non può offrirlo. Dani Pedrosa, dato per partente ad ogni scadenza è  invece sempre  stato puntualmente riconfermato. Pensiamo però che i recenti cambiamenti avvenuti nell’organigramma Hrc potrebbero segnare una svolta anche nei rapporti tra il team ed il piccolo spagnolo. L’abbandono di Livio Suppo, del tutto inatteso, e la nomina di Alberto Puig nel ruolo di team manager crediamo non saranno privi di conseguenze. Fatichiamo a riconoscere a Puig la stessa sagacia diplomatica del manager torinese, la stessa abilità nel tenere compatto lo spogliatoio. Vero è che Puig è stato per molti anni il mentore di Pedrosa, ma i contrasti crescenti che portarono i due a dividersi potrebbero rendere difficile una convivenza.

YAMAHA  – CONFERMA VINALES, ROSSI CONTINUA

Nulla dovrebbe cambiare in casa Yamaha, con Vinales sicuramente confermato e Rossi che quasi certamente continuerà, almeno per il 2019. Il pesarese ha dichiarato di voler aspettare le prime gare per capire il proprio livello di competitività e decidere del suo futuro, ma ormai i tempi imposti da questo mercato piloti folle impediscono di temporeggiare. Qualcuno ipotizza che ci sarebbe già un accordo firmato, almeno per il 2019 con eventuale opzione per la stagione successiva.

SUZUKI –  SCOMMESSA IANNONE

La difficilissima stagione 2017 ha lasciato strascichi pesanti, gli errori commessi in fase di sviluppo e le inattese difficoltà incontrate da Iannone hanno fatto temere in più occasioni che il rapporto tra team e pilota fosse destinato ad interrompersi. La moto ha certamente avuto qualche problema ma anche l’abruzzese, apparso demotivato in più di un’occasione, ha parecchio da rimproverarsi. Qualche piccolo segnale di miglioramento nelle ultime gare e l’assenza di alternative hanno spinto le parti a rimanere unite, ma certo il 2018 dovrà rappresentare una svolta. In caso di nuovo insuccesso è molto probabile che le strade siano destinate a separarsi.

KTM .  SERVE UN TOP RIDER

la moto ultima arrivata nella categoria sta velocemente crescendo e diventando appetibile anche per i piloti di primo piano. Gli austriaci hanno una tradizione vincente in ogni settore del racing, dalla Dakar al Supercross americano non hanno mai fallito ed ormai anche nella velocità si stanno dimostrando assolutamente all’altezza. Nel 2017 hanno vinto in Moto2 all’esordio ed anche la stagione in Motogp è stata del tutto soddisfacente, con progressi costanti e discreti risultati. Non è un mistero che il team sia ormai alla ricerca di un top rider, oltretutto potendo contare sulle risorse di uno sponsor munifico come Redbull. Molto difficile credere ad un’ipotesi Marquez, più verosimile un concreto interessamento a Dovizioso se quest’ultimo decidesse di lasciare Ducati. Il forlivese forse per età non incarna alla perfezione il modello di pilota gradito allo sponsor ma il contributo tecnico che potrebbe portare sarebbe enorme, e di questo Ktm terrà ben conto. L’ipotesi più concreta sembra comunque quella di Joann Zarco  che aspira ad una moto ufficiale per il 2019. e sembra che trattative tra pilota ed azienda siano già in corso. Da non escludere poi un’ipotesi Pedrosa, se quest’ultimo dovesse uscire dall’orbita Hrc.

APRILIA –  SERVE UNA SVOLTA

La casa di Noale ha messo in mostra interessanti progressi nel corso del 2017, ma un po’ di sfortuna e qualche errore dei piloti hanno impedito di concretizzare buoni risultati in diverse occasione. Aleix Espargaro ci ha messo velocità ed impegno, mentre del tutto inesistente è stato l’apporto del secondo pilota, quel Sam Lowes che sulla carta prometteva molto ma si è rivelato incompatibile con la categoria. Si spera che l’arrivo di Scott Redding possa portare un buon contributo, anche se l’inglese nel corso dei primi test ha incontrato non poche difficoltà nell’adattarsi alla moto. Di certo Aprilia deve fare i conti anche con investimenti non a livello dei rivali, ed alla luce di questo sarà da riconsiderare anche il contemporaneo impegno nel mondiale Superbike

PONCHARAL E TECH 3, ADDIO A YAMAHA ?

Il team satellite Tech 3 merita un discorso a parte, per il ruolo che potrebbe avere anche in riferimento al mercato piloti.  Le grandi prestazioni espresse nella scorsa stagione da Joann Zarco con la M1 satellite hanno messo Yamaha nell’imbarazzante situazione di vedere spesso una moto clienti davanti a quelle ufficiali. I programmi futuri  di Herve Poncharal, proprietario del team, sono destinati per diverse ragioni ad incrociarsi con quelli di Valentino Rossi, e vediamo perché Zarco è veloce ed ambizioso, ha fretta di arrivare e chiede a gran voce una moto ufficiale. Di fatto vorrebbe quello che attualmente è il posto di Rossi, che però quasi certamente continuerà anche nel 2019. A questo punto le alternative sono o la fornitura di una M1 ufficiale e relativo supporto al team Tech 3, o più verosimilmente il passaggio in Ktm, con cui come detto sono già in corso trattative. Dal canto suo Poncharal si è detto certo che al momento del ritiro Rossi diventerebbe proprietario di un proprio team VR46 in Motogp, subentrandogli quindi nel ruolo di team Yamaha satellite. Il manager francese non esclude quindi di interrompere il rapporto  che lo lega da tanti anni a Yamaha ed intraprendere altre strade, che potrebbero portare a Ktm. La casa austriaca sembra avere tutte le intenzioni di fornire  in un prossimo futuro un paio delle sue MoroGP ad un team satellite, ed il Tech 3 rappresenta  di certo un’ipotesi molto interessante.

Alfonso Paduano

alfonso.paduano@gmail.com