Carlotta Fedeli, fuori e dentro la pista

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Carlotta Fedeli, Seat Motorsport Italia, si racconta donandoci un pezzo di sé, fuori e dentro la pista, con un tocco di ironia, mettendosi in gioco e dimostrando di essere una donna determinata ma con i desideri di ogni donna, come fare shopping! Dal primo kart alle gare in auto, per Donne e Motori, la nuova sezione di Motor&Fashion che attraversa tutto il mondo femminile, mettendo in luce quegli esempi di vita che ne hanno dimostrato il successo.

Quando nasce la tua passione per i motori?

“L’ho sempre avuta, da piccola seguivo mio padre nelle pista di motocross, infatti all’età di 8 anni già chiedevo la moto, ma i miei non erano molto d’accordo.

Ho incominciato per caso, nel 2007 portarono mio fratello nella pista di Artena per provare un kart da competizione e sfruttai l’occasione per provarne uno anche io, da quel giorno non ho più smesso e lo stesso anno feci il mio primo campionato nella categoria 100 easykart.

Nel 2010 la mia prima gara in auto, ho debuttato a Vallelunga in occasione dell’ultima gara di campionato del CITS (Campionato Italiano Turismo di Serie)”.

Una donna pilota: ambiente fortemente maschile, professione piena di sacrifici, pregiudizi. Qual è stato il tuo percorso? Ti sei sentita accolta o osteggiata dagli uomini?

“Fin dai tempi del kart ero una delle pochissime ragazze, ormai sono abituata a convivere in ambienti maschili, nei paddock ci conosciamo tutti e penso che dopo svariati anni i miei avversari mi vedano come ‘’uno di loro’’ . I pregiudizi ci sono e ci saranno sempre, non tanto da parte dei piloti quanto delle persone esterne. A noi donne non manca nulla per andare forte quanto un uomo.

I sacrifici sono stati vari, specialmente all’inizio quando correvo in kart, il weekend di gara iniziava il mercoledì e finiva la domenica, le gare erano molte di più rispetto all’automobilismo, anche i test, infatti di weekend liberi ne avevo pochissimi, ma chiamarlo ‘’sacrificio’’ è anche troppo, alla fine facevo ciò che più mi piaceva ed è anche grazie a quello che oggi sono arrivata qui”.

Quanto incide la tua professione nella tua vita privata, in particolare sulla tua famiglia d’origine e/o futura?

“In casa siamo tutti appassionati di motori, a tavola si parla sempre di moto o auto e alle mie gare vengono sia i miei che mio fratello; anche il mio compagno è un pilota, lui di motocross, e quando non abbiamo gare in concomitanza ci seguiamo a vicenda . Ad oggi è tutto in linea, nel futuro se mai dovessi smettere cercherei di rimanere nell’ambito”.

CARLOTTA FEDELI AUTO 1Donne e motori: cosa credi leghi le une agli altri?

“Donne e motori, gioie e dolori. Mi fa ridere questa frase perché penso sempre ai ‘’poveri’’ genitori a cui nasce una figlia come me, alla quale piacciono le auto e le moto tanto quanto  le borse e le scarpe… allora sì che son dolori!

Scherzi a parte, penso che sia molto soggettiva come cosa; nel mio caso il legame c’è sempre stato, anche se inconscio e una coincidenza ha voluto che iniziassi a correre. Conosco donne appassionate di motori che scoprono in età adulta questo interesse, per esempio Alessandra Torresani, pilota nella Seat Ibiza Cup, che ha iniziato a correre in auto superati i 40 anni! Insomma ognuna di noi ha la sua storia e l’origine del suo legame”.

Parliamo di risultati: primo podio del 2016 ad Adria nella Seat Leon Cup, un inaspettato 3° posto alla prima di Campionato. Quali i futuri obiettivi?

“Il 2016 è subito iniziato bene, un podio alla mia prima gara in questo campionato è stata un’ottima cosa, un anno ricco di emozioni, infatti di uguale importanza è stato il risultato ottenuto nella tappa italiana del Tcr International a Imola, dove ho ottenuto i miei primi 2 punti mondiali concludendo in nona e in decima posizione, prima tra gli italiani, altresì importante è stata la partecipazione al Seat Leon Eurocup al Mugello.

Ora come ora penso a far bene le prossime tre gare rimaste, siamo a metà campionato e il 4 settembre me la giocherò in casa a Vallelunga .

In futuro mi piacerebbe correre in ambiti internazionali”.

CARLOTTA FEDELI AUTO Penalizzata di 30” per “comportamento pericoloso in pista” al Mugello, eppure i dati confermano che le donne sono più prudenti degli uomini. Uno spot per la sicurezza in autostrada, ora che si viaggia, quale potrebbe essere?

“Proprio in occasione del Seat Leon Eurocup mi è stata data quella penalità, a parere mio e di tanti ingiustamente; purtroppo sono cose che succedono, effettivamente è stata la prima volta, mi faccio rispettare ma non sono scorretta!

Per strada sono prudente il giusto, posso dire che non è neanche divertente andare forte, non si hanno le condizioni per poterlo fare, in pista puoi regolare l’assetto, mettere gomme slick , avere buoni freni, asfalto gommato e soprattutto il senso della pista è uno, in strada no, metti in pericolo te stesso e gli altri . Vale la pena? Quasi tutti gli autodromi organizzano giornate ‘’open day’’ proprio per coloro che hanno voglia di sfogarsi in pista”.

CARLOTTA FEDELI MEZZO BUSTO

Se dovessi fare un bilancio della tua carriera, in cosa credi ti abbia avvantaggiato l’essere donna e in cosa invece svantaggiato?

“Essere una donna nel motorsport è un’arma a doppio taglio, nel bene o nel male hai sempre i riflettori puntati e se tutto va bene ad emergere ci metti pochissimo, ma se capita di fare un errore… è lì che non se lo scorderanno facilmente”.

Infine, una domanda sulla tua vita quotidiana: successi, competizione, grinta e caparbietà. Chi è invece Carlotta Fedeli fuori la pista?

“Nella vita quotidiana non sono molto diversa, amo lo sport, in particolare il kart, la mountain bike e lo snowboard. Seguo il motocross e in casa ho anche una moto con la quale mi diverto ogni tanto.

Prima di iniziare con il kart facevo equitazione e la passione per i cavalli mi è rimasta.

Mi piace fare i dolci e come la maggior parte delle ragazze, fare shopping… “.

Una donna semplice, con un sogno divenuto ormai realtà: correre in pista accanto ai suoi colleghi uomini.

Lidia Ianuario

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