Test Drive: BMW M4, il ritorno del sei cilindri

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12637408_10207689076536963_2034303496_oLa BMW ha deciso di cambiare registro, non esiste più solo la serie M3 nelle varie varianti 4 porte, coupè cabriolet etc. Ora le varianti sono due. La berlina classica ancora con il vecchio identificativo e la nuova versione coupè chiamata M4. Un cambiamento difficile da digerire per chi ha un certo modo di pensare conservativo ed è appassionato di questo modello fin dal primo modello E30. In ogni caso come le sue antenate  E36 ed E46, finalmente si torna al vecchio e imprescindibile motore sei cilindri.  A Parte la veste estetica che unisce una sportività senza eccessi, la vera novità sta nel fatto che il sei cilindri è dotato di due turbocompressori per tenere livelli di potenza e di prestazioni di altissimi livello. La tecnologia doppio Turbo uno di piccole dimensioni per l’erogazione a bassi regimi che lascia il posto ad uno di maggiori dimensioni per un allungo fino ai regimi più alti è stata una scelta dettata dal fatto di necessitare di tanta potenza ma anche tanta coppia in modo fruibile senza interruzioni e ritardo di risposta ridotto al minimo. Un motore che appena ci siamo trovati su un rettilineo deserto, Impazienti di verificare sul campo le doti che decanta la BMW. Abbiamo usato senza timori l’acceleratore, anche se al volante da pochi secondi. Il sei cilindri che ha prodotto una accelerazione di poco superiore ai 4 secondo degna di una Supercar. In termini di prestazioni pure siamo su una vettura che terrebbe il passo di Ferrari e Porsche senza la minima incertezza.

BMW-M4_Coupe_2015_800x600_wallpaper_2fIl design con fiancate allargate per pneumatici maggiorati tenta di nascondere in qualche modo le dimensioni importanti con una lunghezza di 4,671 metri. Nonostante questo i tecnici BMW hanno provato a tenere sotto controllo il peso. Il motore sei cilindri è leggero abbinato al solo cambio M-TCT nuovo che pesa più del manuale. Si parla comunque di una coupè GT dalla bellezza di 1610kg. L’utilizzo di materiali nobili come il carbonio per i componenti della carrozzeria hanno permesso di tenere la ripartizione del peso vicino al 52% sull’asse anteriore e 48% al posteriore.  Il motore ha  cilindrata di 2979 cc per una potenza di 431cv con un valore di coppia di 550Nm disponibile da 1850 fino ai 5500 giri in modo costante. Nonostante l’adozione della sovralimentazione comunque la linea rossa del contagiri giri è posta a 7600. La spinta poderosa e costante grazie avviene anche grazie alla tecnologia Turbo Twin-Scroll, che utilizza un condotto di alimentazione della girante della turbina a condotti separati per migliorare ed ottimizzare il rendimento dei turbo. La BMW per evitare la dispersione di cavalli ha separato accessori come il servosterzo, dall’azione diretta del motore, ha usato componenti particolari per la pompa di raffreddamento anch’essa ad azionamento elettrico. La carrozzeria utilizza il tetto e l’albero di trasmissione in fibra di carbonio, in più ci sono componenti delle sospensioni ed il cofano motore in alluminio.  Menzione particolare per la scelta del differenziale autobloccante meccanico a controllo elettronico, un elemento che ha permesso di controllare al meglio l’esuberanza della coda quando l’acceleratore manda troppa potenza alle ruote posteriori generando traversi sempre controllabili mai pericolosi, un differenziale che non va in conflitto con i sistemi di controllo elettronici ma lo sfrutta per rendere la vita più facile di ogni conducente essendo regolabile in base alla capacità del pilota.

Interni 

12633048_10207689076136953_1069408468_oPer chi conosce già la Serie 3 e la Serie 4, salire su questa M4 non riserverà grandi sorprese. Il design della plancia ricalca quello dei modelli più normali della serie. Le differenza sono nell’utilizzo di materiali pregiati sia per le componenti che per gli arredi. Ovviamente la qualità generale delle finiture e l’accostamento dei materiali è di primissimo livello. Non si può trovare facilmente un difetto nemmeno a cercarlo con la lente di ingrandimento. Lo spazio a bordo per gli occupanti è particolarmente abbondante sia per i posti anteriori ma soprattutto per quelli dietro nonostante sia una vettura coupè due porte. Grande il bagagliaio che dichiara 445 litri, un vano funzionale, ben rifinito, ed ottimamente sfruttabile anche per viaggi lunghi.  In aggiunta su questa M4 ci sono due funzioni denominate M1 ed M2 che permettono di modificare tutte le funzioni principali della vettura. Attingendo al menù di bordo in modo facile ed intuitivo si può mettere appunto la M4 facendola calzare come un guanto alle proprie esigenze. In ogni caso meglio comunque effettuare tutte queste operazioni con vettura ferma. I sistemi interni come quelli di infotainement sono uguali a quelli usati sulle altre BMW alto di gamma, quindi molto facile da usare per chi già conosce il sistema comandato dal classico iDrive attraverso un display widescreen da 8,8 pollici. Il sistema audio è dotato di sintonizzatore DAB, Bluetooth, navigazione satellitare e la connettività USB come standard. Un dispositivo che può visionare anche molte funzioni sportive della vettura permettendo un controllo delle funzioni del motore e telaio in ogni momento anche per coloro che amano divertirsi in pista. Un plauso al sistema di visione posteriore, in abbinamento ai sensori di parcheggio. Una camera con linee guida che consente di fare manovre in sicurezza senza intoppi.

Prestazioni

BMW-M4_Coupe_2015_800x600_wallpaper_6eI chilometri passano.  Ci si aspetterebbe un briciolo di cattiveria che non arriva. Avremmo preferito una reattività maggiore in uscita di curva con l’ago del contagiri che si scagliava verso la zona rossa con una maggiore veemenza e questo indipendentemente ai tempi di accelerazione. L’ossessione per la limitazione del turbo lag ha prodotto un motore, che ha smesso un po del suo vecchio carattere di sei cilindri aspirato. Il nuovo cambio M-TCT non ha la rabbia e la cattiveria del vecchio SMGII ma consente una ripresa fulminea alla M4 con un passaggio da 70-120Km/h in 5.4 secondi . Nota negativa per il sound. Il motore in se essendo turbo abbassa la tonalità, ma ancora peggio sta nel fatto che è stato imbrigliato con pannelli fonoassorbenti. Il sound nell’abitacolo è amplificato da un sistema che utilizza gli altoparlanti dell’impianto audio per diffondere il sound nell’abitacolo. Un sistema regolabile in tutte le sue funzioni per varie tonalità. Se non lo si usa, lo scarico posteriore prende il sopravvento. Basta aprire il finestrino per costatare che si poteva lasciare più spazio al suono che arriva da vano motore, rendere più giustizia ad un motore che ha delle grandi possibilità sound mortificato dalla correttezza politica. I freni si sono dimostrati eccellenti, almeno per l’uso stradale, ben dimensionati, e ben modulabile. Disponibile per chi ama andare in pista un sistema frenante carboceramico.  Nel nostro test abbiamo avuto modo di apprezzare il nuovo servosterzo elettrico. Nonostante il nostro scetticismo di questo comando su questo tipo di vetture. Lo sterzo è completamente regolabile essendo all’altezza delle prestazioni della vettura. Solo i conducenti più irriducibili ed esperti noteranno una certa perdita di consistenza rispetto ai classici comandi idraulici.  Particolare il sistema che gestisce il set up delle sospensioni che permette di sfruttare al meglio le caratteristiche di questa M4. Si può viaggiare in modalità Comfort, Sport e Sport +, quest’ultima modalità prettamente adatta alla pista non impone mai un set up spaccaschiena ai conducenti che volessero usarlo per qualche bella strada di montagna. La M4 nonostante i suoi 1600 kg riesce ad essere sorprendentemente agile nelle curve veloci, diventando un pochino impacciata solo nelle curve strette. In questi frangenti viene in aiuto il differenziale completamente regolabile. I piloti più bravi e pratici ad usare questo sistema, si produrranno in spettacolari e divertenti traversi in uscita di curva senza mai perdere realmente la sensazione di controllo della M4. Il controllo di stabilità comprende le intenzioni del pilota e lo aiuta anche troppo controllando la sbandata aiutandolo a raddrizzare il veicolo in modo progressivo e senza essere troppo invasivo. E’ il pilota che decide come e quando deve intervenire senza mai perdere realmente la rete di sicurezza assoluta.  In sostanza per avere una vettura che sia degna in ogni sua parte della lettera M, vanno impostate tutte le funzioni nella modalità sport+, ogni altra modalità tende a mitigare troppo il carattere dell’intera vettura trasformando la M4 da sportiva di razza in una bella GT da crociera. Una vettura che a differenza del passato permette a tutti di potersi cimentare in guida di alto livello. Un punto a favore in mani esperte, ma anche un punto debole che può portare a chi non ha esperienza una sensazione di onnipotenza che porta a superare le leggi della fisica, ambito dove nessun comando o controllo elettronico può aiutare un pilota inesperto.

Costi

Parlare di costi con questo tipo di vetture è sempre difficile, i consumi sono alti, e possono diventare anche molto alti nelle modalità più estreme. Da considerare nel caso di piste o zona isolate dalle stazioni di rifornimento. Il costo della M4 è altrettanto alto, ma il vero problema è il listino di accessori che sembra infinito. Si può personalizzare la M4 in ogni particolare con il prezzo che può lievitare in modo importante andando a lambire anche il segmento della più grande M6, lasciando ampio spazio alla maggiore concorrente della M4, la più piccola M2.

Daniele Amore