Allarme clima. A lanciarlo, il ricercatore Peter Clark

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epa04758007 A fishing boat floats across waters at sunset near the town of Rovinj, Croatia, 20 May 2015. Rovinj is one of Croatia's most visited and important tourist destinations for the country which relies heavily on the tourist industry. EPA/ANTONIO BAT

Allarme clima. Questi i risultati dello sconcertante studio apparso sulla rivista “Nature Climate Change”. A lanciarlo, Peter Clark dell’Università dell’Oregon, uno degli scienziati che studiano gli effetti climatici su mandato dell’ONU nell’IPCC. In sintesi, l’innalzamento del livello del mare, causato dagli effetti dell’ossido di carbonio e dall’effetto serra, continua per millenni.

Si calcola che da qui a diecimila anni, nell’arco dei prossimi due millenni gli oceani potrebbero salire di 25 metri andando a colpire 1,3 miliardi di persone. Sott’acqua finirebbero così città Come Londra, New York e Shanghai, insieme a una miriade di piccole isole. Se il termometro crescesse di 7 gradi, il mare si impennerebbe di 50 metri.

“Gran parte della CO2 che stiamo immettendo in atmosfera bruciando i combustibili fossili resterà nell’aria per i prossimi millenni”, dice Clark. “Le persone devono capire che gli effetti del cambiamento climatico sul pianeta non andranno via, almeno per centinaia di generazioni” (n.d.r.: fonte ANSA).

Lo scenario deve cambiare. L’unico obiettivo da porsi, non c’è altro rimedio, è quello delle emissioni zero.


Lidia Ianuario
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