Alfa Romeo Stelvio 2.2 Turbo Diesel 180 cv AT8 AWD, l’alternativa ad una berlina sportiva

Stelvio.jpg

Assemblata nello stabilimento di Cassino, la Stelvio viene presentata alla fine del 2016 al Salone dell’Automobile di Los Angeles, per poi entrare in produzione all’inizio del 2017.

Rappresenta il primo prodotto della Casa di Arese nel segmento dei SUV e il suo nome è un omaggio al celebre passo alpino situato tra il Trentino-Alto Adige e la Lombardia.

Piattaforma Giorgio come per la Giulia

Anche per il SUV si è partiti dalla piattaforma modulare Giorgio, già utilizzata dalla berlina Giulia, in questo caso leggermente modificata per le diverse caratteristiche di altezza e gommatura del nuovo crossover. Con la berlina, il SUV condivide anche l’albero di trasmissione in fibra di carbonio e gran parte della meccanica. Per contenerne il peso, i tecnici del Biscione hanno fatto largo uso di alluminio, nello specifico per i parafanghi, il cofano, il portellone e per alcune parti meccaniche come motore, sospensioni e sistema frenante.

Gli esterni

Di chiara intonazione Alfa Romeo il look, che non tradisce le aspettative, con un frontale importante che evidenzia il family feeling con la Giulia, grazie soprattutto al trilobo davanti che caratterizza con un aspetto molto aggressivo il frontale di questo nuovo SUV. Il corpo vettura è proporzionato, con misure di lunghezza, larghezza e altezza rispettivamente di 468, 190 (216 con specchietti aperti) e 167 cm che possono essere considerate a metà strada tra quelle di un SUV compatto e uno di classe superiore. Il profilo laterale, pulito e armonioso, termina con un ampio portellone al posteriore, che una volta aperto grazie ad un meccanismo elettroattuato (da cui è poi possibile chiudere anche le serrature), rivela un capiente vano bagagli da 525 dm3. Di grande effetto visivo l’estrattore satinato e i doppi terminali di grandi dimensioni. Nell’allestimento Super oggetto della prova troviamo fari Bi-Xenon 35W e fendinebbia davanti, luci posteriori LED e grandi cerchi da 19” che poggiano su pneumatici 235/55.

Gli interni

Curati e rifiniti con materiali di qualità, gli interni della Stelvio sono particolarmente accoglienti e una volta saliti a bordo si avverte una sensazione di familiarità con i comandi. Dal posto guida, regolabile e rialzato rispetto alla Giulia, si gode di ottima vista, con un quadro strumenti di tipo tradizionale, racchiuso sotto due palpebre (come nelle Alfa degli anni ‘70/’80), al cui interno troviamo lo schermo del computer di bordo, dotato di schermate modificabili in base alla modalità di guida prescelta, selezionabile attraverso il selettore posto sul tunnel centrale. Quest’ultimo, molto ampio, richiede qualche attimo di assuefazione. Il volante presenta un diametro regolare, offre una buona presa e dispone di paddle molto grandi (come sulle Ferrari) e particolarmente vicini alla corona, al punto da creare qualche interferenza con i devioluci. Nella versione in prova, al centro della plancia trova posto un display da 8,8″ con sistema Alfa Connect 3D Nav (radio, Navigatore 3D, MP3 Aux-In, Bluetooth), mentre solo nelle versioni 2018 l’infotainment offre (optional) i due protocolli di comunicazione per lo smarthphone: Apple Car Play e Android Auto.

Spaziosa, ha tutto ciò che serve

Chi entrerà in possesso della Stelvio non lamenterà di certo la mancanza di spazio, difatti sia davanti che dietro i valori di abitabilità e altezza sono adeguati alla tipologia di veicolo e solo parzialmente condizionati dalla presenza del tunnel centrale che, per l’ingombro, può creare disagi al quinto passeggero. All’interno troviamo diversi vani, da quello nella plancia a quello occultato alla vista, presente all’interno del bracciolo. Portabicchieri centrale a scomparsa e due prese USB completano la dotazione di bordo.

Guidarla, emoziona…

Proprio così, perché la Stelvio ha caratteristiche dinamiche molto simili a quelle della Giulia e anche per questa ragione restituisce il tipico piacere di guida delle vetture del Biscione, nonostante le maggiori dimensioni e l’aumento della massa. Assetto, bilanciamento, distribuzione dei pesi e rollio sono quelli della berlina di segmento D da cui deriva e guidarla in città così come tra le curve dei percorsi di montagna appaga davvero tanto. Della versione in uso, una Q4 a trazione integrale, dotata di un motore quattro cilindri in alluminio sovralimentato, a gasolio, da 2.2 litri, con una potenza di 180 cavalli (132 Kw a 3.750 giri/min) e una coppia di 450 Nm a 1.750 giri/min, abbiamo apprezzato la souplesse e l’elasticità di marcia, anche se grazie all’innovativo sistema Alfa ‘DNA’ si possono modificare alcuni parametri del motore e, nella modalità Dynamic, ad esempio, il comportamento diventa più sportivo e reattivo. Ma quello che ci ha veramente impressionato è stato lo sterzo, diretto e millimetrico e l’assetto, calibrato alla perfezione tanto da chiedersi il perché della presenza di ‘soli’ 180 cavalli sotto il cofano, quando l’intero pacchetto tecnico avrebbe potuto ‘reggere’ ben altri livelli di potenza. La motorizzazione si sposa alla perfezione con la trasmissione automatica a 8 rapporti firmata dalla tedesca ZF, molto reattiva e in grado di esaltare il tiro del motore, oltre che garantire cambiate rapide, quasi al livello di un doppia frizione. Il volante si impugna bene ma ha i paddle troppo sporgenti e vicini, che spesso intralciano, come già detto, l’utilizzo delle luci e del tergi. Le prestazioni dichiarate dalla Casa sono di rilievo assoluto, con tempi di accelerazione da 0 a 100 Km/h in soli 7,1 secondi e una velocità massima di 210 Km/h. Così come ottimi sono anche i consumi, che si attestano su una media di 4,8 l/100 Km, con un livello di CO2 emessa pari a 127 g/km.

La sicurezza prima di tutto

La Stelvio è dotata di sistemi di sicurezza specifici, progettati direttamente dalla Casa di Biscione, come  l’Integrated Brake System (IBS) che attraverso un unico complesso elettromeccanico unisce il sistema frenante e il controllo di stabilità. Nell’allestimento Super in prova, troviamo di serie anche il Lane Departure Warning (LDW), il Forward Collision Warning (FCW) con AEB (Autonomous Emergency Braking), sistema che mette in guardia il conducente su eventuali possibili collisioni, ed il Cruise Control. Disponibili su richiesta l’Adaptive Cruise Control (ACC) e il Blind Spot Monitoring (BSM) con Rear Cross-Path Detection. Il tipico piacere di guida Alfa viene garantito anche da un comparto sospensioni di prim’ordine, grazie al sistema AlfaLink a doppio quadrilatero con asse di sterzo semi virtuale sull’asse anteriore e a quattro bracci e mezzo sul posteriore. Soluzioni in grado di soddisfare le esigenze di comfort dei passeggeri e di esaltare le caratteristiche di handling di Stelvio, ai massimi livelli nella categoria. Il sistema a quattro ruote motrici di Alfa Romeo (Q4 – AWD) è di tipo on-demand, vale a dire che in condizioni di massima aderenza il 100% della coppia è trasmessa al retrotreno, garantendo così la reattività e il piacere di guida tipici di una trazione posteriore. In caso di perdita di aderenza invece, il sistema è in grado di trasferire fino al 60% della coppia motrice sull’asse anteriore in un tempo (come dichiarato dalla Casa) medio di intervento di 100 millisecondi. Disponibile negli allestimenti Business, Super, Executive e B-Tech, la Stelvio ha prezzi a partire da 47.500 euro.