Alfa Romeo MiTo 1.4 T Multiair Quadrifoglio Verde, prestazioni in tutta sicurezza

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DSC_7057Per L’Alfa Romeo coprire una fetta di mercato ampia come quella delle piccole del segmento B era diventata una priorità. Per farlo doveva avere un prodotto che rivaleggiasse con le vetture migliori del segmento dal punto di vista dei contenuti e dell’immagine. La necessità di usare economie di scala, non permetteva ai tecnici di partire da un foglio bianco. In effetti la parentela con la Fiat, non è stata nascosta, si trova addirittura nel nome della piccola Alfa. Mi-To sta per Milano-Torino. Un asse di collaborazione tra le due città che ha permesso all’Alfa Romeo di sfruttare una piattaforma condivisa infondendo un carattere proprio, tipico del marchio del biscione. Un operazione che in chi ha i capelli grigi ricorda altri acronimi molto poco riusciti, con altrettanti slogan poco rassicuranti “Sei subito Alfista!” La versione che abbiamo tra le mani è la Quadrifoglio Verde della MiTo. Unico segno distintivo oltre ai cerchi maggiorati e qualche dettaglio estetico, è il triangolo con il quadrifoglio che spicca sulla fiancata anteriore. Un segno che mostra oltre ogni ragionevole dubbio la diversità con il resto della gamma. Aprire la porta con il vetro che si abbassa leggermente per la mancanza della cornice, con una linea di cintura molto alta, da un senso di sportività che calza a pennello sul design della piccola tre porte. Uno sguardo ai sedili, molto belli, di materiale pregiato, neri con le cuciture a riprendere il colore del quadrifoglio, ma soprattutto il simbolo dell’Alfa impresso, allontana fantasmi di un brutto passato. Sedersi al volante della Mito Q.V con il volante piatto in basso, con lo scudetto stilizzato sulle razze, è un bel piacere. Il sedile è regolabile in tutte le posizioni, ha un ampia escursione, abbinando anche le regolazioni del volante è possibile decidere che tipo di posizione di guida prendere stando sempre comodi. Si può guidare alti per avere il controllo nella marcia cittadina, oppure un pò più bassi e sportivi avendo sempre una presa ben salda sul volante.

DSC_7079Al centro della plancia c’è il nuovo sistema Uconnect da 5 pollici Radio Nav, un sistema che racchiude sia i controlli per la radio dotata di impianto Hi Fi con altoparlanti Bose, che il navigatore satellitare.  Il sistema consente anche di avere integrato il proprio smartphone, e per i più esigenti di avere tutta la propria musica su una chiavetta USB. Il problema sta nel fatto che necessita di un pò di tempo per capirne e fruttarne le funzioni, non è sempre facile trovare ciò che serve al volo. E’ sempre consigliabile anche dopo qualche tempo con cui lo si usa fermare la Mito per trafficare con le molteplici funzioni di cui è dotato l’impianto di infotainement dotato di comandi al volante anche di tipo vocale.  Il tempo che si perde per impostare tutte le funzioni del Uconnect, ci consente di dare uno sguardo particolarmente dettagliato alle finiture interne. Come ormai prassi delle vetture dell’Alfa Romeo anche sulla Mito tutto quello che è a portata di occhio e di mano è di ottima qualità per il materiale impiegato, che per le finiture superficiali. Gli splendidi sedili in Poltrona Frau, il rivestimento morbido in carbon style,  pulsanti morbidi al tatto, le finiture del volante di eccellente fattura. I problemi vengono fuori quando si vanno a cercare dettagli nascosti o lontano dai sensi. Le plastiche sono un po sottotono di tipo rigido, con qualche sbavatura sulle giunture degli stampi, hanno una buon accostamento cromatico, ma ci sono dettagli di assemblaggio che vanno migliorati.  Essere protagonista nel segmento premium significa curare ogni dettaglio.

DSC_6981Davanti lo spazio non manca, qualche limite per il bracciolo centrale che restringe il campo di movimento  e limita l’utilizzo di alcuni comandi come le prese ausiliarie per collegare gli accessori al sistema Uconnect. Essendo la Mito nata tre porte è disponibile solo con questa configurazione, i posti posteriori sono da considerarsi da vettura 2+2. Due persone di media taglia non hanno problemi per sedersi dietro, ma un terzo passeggero starebbe scomodo, se non per brevi tragitti. Meglio utilizzare lo spazio dei sedili posteriori, per i bagagli. Il vano posteriore, è piuttosto piccolo. Più essere sfruttato abbassando gli schienali anche parzialmente avendo molto più spazio a disposizione. Fare manovra per andare in strada con la Mito, non è una delle cose più immediate. La visibilità è bassa. Tra i montanti anteriori massicci, la linea di cintura molto alta che riduce la finestratura, ma soprattutto dietro con i montanti spessi e il lunotto piccolo, non permette mai veramente di percepire gli ingombri esterni della MiTo. Un aiuto preziosissimo sono i sensori di pargheggio, ma si sente molto la mancanza di una camera integrata nel sistema di infotainement. Questa MiTo Q.V aveva come dotazione il sistema di sospensioni attive Alfa active suspension, un sistema che agendo in simbiosi con il selettore DNA,  tipico dell’Alfa Romeo,  consente di avere una vettura sempre sicura, migliorando la risposta dello sterzo e delle sospensioni, senza penalizzare il confort. Un sistema che fa quello che può sulle buche delle strade italiane. Non gli si possono chiedere miracoli. In condizioni di normale utilizzo con il selettore in Neutral, la MiTo è accettabile dal punto di vista del confort. Una nota positiva dal sound del motore. Ai normali utenti può sembrare penetrante quando si sale di giri, ma agli appassionati sportivi del marchio non dispiacerà sentire il sound quando sale l’ago del contagiri.

DSC_7018Che questa sia la versione sportiva della piccola Alfa, lo scopriamo subito con un affondo deciso dell’acceleratore per superare un veicolo lento. La MiTo, scatta in avanti con una bella progressione, che mostra anche un po di cattiveria. Per tirarsi fuori dagli impacci basta pestare sull’acceleratore, ed a prescindere dalla posizione del manettino comunque la MiTo non si fa pregare. Ovviamente da il meglio di se con la finzione Dynamic inserita,  dove la risposta dell’acceleratore, e quella del motore, regalano un po di potenza in più con un boost maggiore consentendo di sfruttare al meglio le doti del cambio TCT.  Avevamo già avuto modo di usare questo cambio quando provammo la Giulietta Q.V.  Avevamo già mostrato tutte le nostre perplessità. Il TCT anche abbinato al motore più piccolo 1.4 litri da 170cv ha mostrato tutti i limiti che non ci avevano convinto in precedenza. Impeccabile quando lo si usa in abbinamento alla funzione Neutral. Dolce, puntale, decisamente piacevole nella marcia normale. Purtroppo perde un po di mordente, quando si selezione al funzione Dynamic. In questa modalità, sterzo, acceleratore, e motore cambiano di carattere. In teoria lo dovrebbe fare anche il cambio, ma non è propriamente così. Non sale di marcia con la giusta velocità, e non scala con la puntualità necessaria. Lo si può usare anche in modo manuale con le piccole alette dietro il volante, ma le cose non cambiano gran che. Manca semplicemente una funzione Sport, che consente a scelta del pilota di avere o meno un pizzico di cattiveria in più nelle cambiate.  Discorso analogo per i freni, anche su questa piccola MiTo abbiamo trovato i freni molto potenti, ma lasciano qualche perplessità sulla modulabilità,  soprattutto quando è impostata la funzione Dynamic. Un pò troppo mordente nella prima parte della corsa della frenata che non consente di modulare alla perfezione quando si imposta la parte iniziale della curva. Un problema soprattutto per quei driver che tendono ad usare i freni per tenere sotto controllo i trasferimenti di carico in fase di frenata in ingresso curva.

DSC_7141Su strada, abbiamo avuto modo di apprezzate appieno il sistema Alfa active suspension, soprattutto considerando l’esperienza con la prima versione all’esordio della MiTo Q.V. Questa versione 2015 è tutta un altra auto. Un comparto sospensioni ben calibrato ha dato una mano fondamentale allo sterzo che è diventato molto più pronto, più progressivo. La MiTo riesce a consentire al driver di mettere le ruote sempre al posto giusto. Se si osa troppo l’avantreno torna a mostrare i suoi limiti perdendo la traiettoria. Chiedere l’intervento del retrotreno non è molto difficile, la coda di dimostra pure troppo volenterosa con scarti anche repentini. Nulla di grave, ma i driver più inesperti potrebbero essere colti di sorpresa, in ogni caso  c’è il controllo di sicurezza dell’ESP che interviene anche in modo brusco per tenere la MiTo sempre in condizioni di sicurezza. Detta così sembrerebbe una mezza bocciatura per il comportamento stradale soprattutto in considerazione del Quadrifoglio Verde che si trova sulla fiancata. Abbiamo avuto modo di conoscere questa piccola Alfa a fondo nel periodo di prova. Siamo giunti alla conclusione che questa vettura non ha l’effetto Go-Kart,  giusto per citare un termine estremamente inflazionato per il piacere di guida, ma va considerato come un Go-Kart di quelli che hanno poco motore e vanno guidati in modo fluido per essere efficaci. In una sola parola, questa MiTo Q.V. pretende una guida pulita. Non vuole essere violentata con lo sterzo in inserimento di curva, ne accetta di buon grado gli smanettoni del drift. Vuole trovare la sua traiettoria, consentire al sistema di sospensione di trovare il suo equilibrio, il suo appoggio, e sfruttare in uscita di curva la buona progressione che il piccolo 1.4 T-Jet riesce a dare, con questo stile di guida, la MiTo diventa abbastanza efficacie da desiderare addirittura più potenza. Il telaio e la meccanica guidata in questo moto potrebbero reggere tranquillamente più cavalli. La sicurezza non è mia venuta meno, anche considerando le gomme invernali presenti sul modello in prova, la MiTo guidata in modo fluido, non va mai in crisi senza mai perdere il piacere di guida.

DSC_6900Tutto questo divertimento come sempre ha un costo. Il consumo come per la Giulietta al tempo, ha due facce. Se si usa il cambio ed il selettore in Neutral, la guida dolce, e fluida consente di avere consumi contenuti, in rapporto alla potenza della vettura attestandosi al di sopra dei 12Km/l. Se si decide di andare con la modalità Dynamic ed affondare con l’acceleratore allora i consumi salgono in modo anche importante scendendo anche molto sotto il 10Km/l. Si può comunque decidere di usare la MiTo a seconda di come si vuole consumare.  Prima di parlare di costi, va detto che la versione da noi condotta aveva tutto quello che so potesse desiderare. Gli spettacolari sedili in pelle Frau, l’impianto Uconnect abbinato al sistema Hi Fi Bose, il tetto apribile panoramico, i cerchi da 18 pollici bruniti, ma soprattutto l’immancabile Alfa active suspension dal costo di 850 euro. Una dotazione veramente completa che fa lievitare il costo della piccola Alfa fino a 28 mila euro.  A dire la verità la MiTo Q.V. già nella versione di base è molto ricca senza attingere alla lista degli accessori attestandosi a 24 mila euro.  Se proprio si deve prendere qualcosa a pagamento l’unico vero optional irrinunciabile, è il sistema che controlla le sospensioni.

In conclusione, la MiTo Q.V è la dimostrazione che l’Alfa Romeo può stare in un segmento di mercato competitivo  e difficile come le piccole premium, in modo importante ed efficacie. Sfruttando la nuova leva dell’immagine che porta avanti la Giulia, si può portare avanti il discorso MiTo con maggiore forza e maggiore successo garantito. Anche attingendo alle economie di scala, si può puntare conservando il proprio carattere ed il proprio DNA da protagonisti.

Daniele Amore